Volontà

"L'unica guerra persa è quella che si ha paura di combattere"


giovedì 8 maggio 2008

Lupus in fabula:Coca-Cola parte 1

La disinformazione,o per meglio dire,l'informazione viziata che giunge oggi a noi fa si che multinazionali come Mc Donalds e Coca Cola Enterprises rivestano un ruolo di primaria importanza nell'olimpo della routine quotidiana.

Chi non ha mai sentito parlare di queste due marche,anche solo una volta?

Per Mc Donalds la cosa e' diversa,rispetto alla Coca Cola,in quanto la gente,pur non avendo ricevuto la corretta informazione a riguardo,ha come il sentore che qualcosa di marcio sia celato da questo magnate degli hamburgers.

La Coca Cola invece s'e' saputa vendere piu' astutamente.Babbo natale sul camion luminoso che porta i regali ai bambini,brandendo una schiumosa coca cola;Campagne pubblicitarie faraoniche con messaggi subliminali abietti e subdoli;Regali promozionali,raccolte punti con pupazzetti,viaggi,macchine e quant'altro in palio.

E come non ricordare le tante opere di "bene" verso i paesi del terzo mondo e gli scolari bisognosi?Come vedremo piu' tardi,il gatto che si morde la coda.

Ma c'e' mai stato il minimo interesse da parte vostra di sapere se effettivamente la Coca Cola e' in linea di pensiero con S.Francesco d'Assisi,come viene fatto apparire alla gente oppure se e' l'ennesima azienda che oltre ai soldi ambisce con cupidigia ad una poltrona di potere nell'ormai esaurito anfiteatro dei potenti?

Procediamo per gradi.

Babbo Natale,quel simpatico ciccione "inventato",mediaticamente parlando,dalla coca cola (originariamente non era vestito di rosso,ma di verde).

Il suo scopo e' veramente il trasmettere un messaggio di benevolenza?



Cercando su YouTube.it ne trovate molti,concernenti la coca cola,Mc Donalds,Disney ecc.

Ritorniamo al caso specifico della C.C. analizzandone la storia ed il percorso.

La Coca Cola e' un azienda USA nata nel 1891.E' il logo che vale piu' al mondo.Ha filiali in piu' di trenta paesi e produce 300 marchi differenti presenti in 200 paesi.

Fattura circa 20 miliardi di dollari e insieme alla Coca Cola Enterprises impiega 56000 lavoratori.In Italia controlla il 55% del mercato delle bevande analcoliche e l'85% di quello delle cole.

La piu' famosa imbottigliatrice italiana della Coca COla e' la "Coca Cola Bevande Italia S.p.s.",la quale fattura 613 milioni di euro e occupa circa 2500 dipendenti.

Prodotti registrati sotto il marchio Coca Cola in Italia:

-Coca Cola

-Fanta

-Sprite

-Ice Lemon

-Powerade

-Minute Maid

-Kinley

-Beverly

-Bonaqua

E tutte le sotto marche (tipo coca cola light,Zero,Fanta amara ecc.)

La Coca Cola e' accusata di violazione dei diritti umani per essere la mandante di 8 assassini ,oltre che di innumerevoli sequestri,trasferimenti forzati,false denunce ed intimidazioni nei confronti dei lavoratori al fine di annientare il sindacato.

Tra il 1991 ed il 2002 in Colombia sono stati assassinati dai paramilitari 1925 sindacalisti escludendo i 64 uccisi nel 2003.

Guarda caso,SINALTRAINAL,sindacato delle imprese imbottigliatrici della Coca Cola e della Nestle' conta tra le sue file 14 dirigenti assassinati,2 esiliati,48 sfollati e 2 desaparecidos negli ultimi 10 anni.

Per questo motivo,nel luglio del 2002,ha presentato presso la corte del distretto Sud della Florida una denuncia formale contro la Coca Cola,ritenuta mandante di 8 assassini,sequestri,trasferimenti forzati,false denunce ed intimidazioni,ed ha promesso nei confronti del colosso di Atlanta un processo pubblico popolare ed una campagna di boicottaggio.

Il 31 Marzo 2003 il giudice della Corte Federale della Florida ha ritenuto le prove presentate dalla SINALTRAINAL sufficienti per avviare un procedimento penale nei confronti delle imprese imbottigliatrici della Coca COla,di cui la stessa multinazionale detiene il 40% della proprieta' o con cui la multinazionale lavora in esclusiva.

Altre accuse riguardano il campo dello sfruttamento del lavoro,del razzismo,e del sottopagamento degli operai.

La Coca COla impone alle aziende di imbottigliamento in appalto che lavorano per lei pessime condizioni di lavoro.Ad esempio il salario dei lavoratori e' pari a 80 euro al mese.Negli USA nella primavera del 2000 la Coca COla ha dovuto risarcire 2200 lavoratori afroamericani per discriminazioni razziali nelle assunzioni e nelle promozioni.

Tra il 1997 ed il 2002,sempre negli USA,ha dovuto pagare 447000 dollari di multe per 1115 violazioni in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro.

Alla vigilia del campionato mondiale di calcio Francia '98,il Corriere della Sera ha rivelato che i palloni distribuiti da Coca Cola a scopo pubblicitario erano cuciti a mano in India ed in Pakistan da bambini.

Spostiamoci sul fattore ambientale ora.Coca Cola,promuovendo la vendita di bevande in lattina e plastica,contribuisce alla produzione di migliaia di tonnellate di rifiuti e stimola il consumo di alluminio,che ha conseguenze devastanti nei luoghi di estrazione.La produzione della bevanda richiede inoltre molta acqua ed il rilascio di sostanze inquinanti che finiscono poi nelle falde acquifere.Nel 2002 la popolazione di Plachimada(India) e' insorta perche' gli impianti della multinazionale stavano prosciugando i pozzi e contaminando le falde acquifere della zona circostante.Il 17 Dicembre 2003 il tribunale locale ha intimato alla Coca Cola di fermare l'abuso nel prelievo dell'acqua.Gia' nel Novembre del 2002 la Corte Suprema Indiana aveva condannato Coca Cola per aver deturpato le rocce dell'Himalaya con scritte pubblicitarie che hanno compromesso l'ecosistema.

San Francesco beve Coca Cola.

Visitando il sito della Coca Cola,nella sezione delle domande frequenti,possiamo notare che un delegato di tale azienda fa trasparire il messaggio che la Coca Cola oltre ad essere buona,e' addirittura un prodotto nutriente e dietetico.

Assicurano che l'aspartame e' uno zucchero idoneo e che non vi sono evidenze di una correlazione tra esso e nessun tipo di m,alessere.

Affermano inoltre che la caffeina non ha influenza sull'ipertensione,malattie cardiovascolari ed irregolarita' del battito cardiaco.

Probabilmente qualcuno di voi stara' sorridendo,conoscendo gia la risposta,ma per coloro che non la sanno,spiego alcune nozioni sull'aspartame.

L'aspartame e' una sostanza utilizzata nei prodotti dietetici come Coca Cola Light.Puo' causare danni al cervello in particolare nei bambini.L'alto consumo di Coca Cola o di altre bevande gassose zuccherine,puo' causare,soprattutto tra gli adolescenti,diabete ed obesita'.

Nel giugno del 1999,dopo numerosi casi di intossicazione,sono state ritirate dal mercato belga,francese e del Lussemburgo tutte le bevande prodotte da Coca Cola.Altri prodotti sempre della C.C. sono stati ritirati in Polonia nel 1999 e tra il 2000 ed il 2002 negli USA.

Secondo Greenpeace,essa immette sul mercato prodotti contenenti OGM (Organismi geneticamente modificati).

COCA COLA IN INDIA

Dal dossier sulla Coca Cola in India

su www.nococacola.info

Dal 22 aprile 2002 gli abitanti di Plachimada, guidati dai contadini

e dalle donne di “Indigenous Peoples”, protestano fuori dai

cancelli della fabbrica d’imbottigliamento della Coca Cola nel loro

villaggio. Accusano la Coca Cola di causare gravi scarsità d’acqua

per la comunità e di avvelenare acqua e terreni; gran parte dei

prodotti locali sono stati dichiarati non adatti al consumo da un’agenzia

governativa. L’Alta Corte di Kerala ha stabilito che Coca

Cola deve trovare fonti idriche alternative per i propri stabilimenti.

Il consiglio del villaggio ha revocato la licenza di lavoro alla

Coca Cola; la fabbrica d’imbottigliamento ha temporaneamente

chiuso a causa della grave siccità dell’area. Gli abitanti di

Mehdiganj, vicino la città santa di Varanasi, guidano una lotta

popolare contro Coca Cola: la multinazionale ha illegalmente occupato

una parte delle risorse di proprietà comunitaria ed è stata

ritenuta colpevole di evadere le tasse. Questo stesso stabilimento

sfrutta pesantemente l’elettricità, ed è accusato di diffondere prodotti

tossici nei vicini campi agricoli, così come di causare penuria

d’acqua. I manifestanti hanno trovato presso i cancelli della

Coca Cola 200 poliziotti, inviati a ‘proteggere’ gli stabilimenti assieme

a 50 guardie private armate. Non era solo una minaccia: i

manifestanti sono stati malmenati.

Nel villagio Kudus, nel distretto Thane, gli abitanti sono costretti

a percorrere lunghe distanze in cerca d’acqua, visto che essa è

stata prosciugata nella loro area per la produzione di Coca Cola.

I cittadini stanno indagando sulle forniture di acqua e terreni,

nonché sui vantaggi fiscali che la Coca Cola riceve dallo Stato.

Coca Cola ha progettato un acquedotto per trasportare acqua dal

fiume allo stabilimento; gli attivisti che vi si oppongono sono regolarmente

bersagliati dalla polizia locale.

La Coca Cola ha prodotto scarti – poi rivenduti ai contadini come

fertilizzanti! – che test hanno dichiarato tossici: la Coca Cola vi ha

posto rimedio solamente dopo che le agenzie governative le hanno

ordinato di farlo. Molti contadini a Plachimada e Mehdiganj erano

i destinatari degli scarti Coca Cola e hanno subito danni a lungo

termine per la salute.

COCA COLA E COPPA AMERICA IN COLOMBIA

Neghiamo ogni tipo di vincolo con qualsiasi violazione dei diritti

umani ha immediatamente commentato l’Ufficio degli Affari

Internazionali della Coca Cola da Atlanta, respingendo le accuse

delle centrali sindacali colombo-statunitensi. Le imbottigliatrici

in Colombia sono compagnie del tutto indipendenti dalla

Coca Cola e pertanto la compagnia non ha a che vedere con i suoi

dipendenti o sindacati. Una smentita che non trova riscontri oggettivi

nell’organigramma aziendale, in quanto la transnazionale

concede dal 1951 il monopolio della produzione, dell’imbottigliamento

e della distribuzione dei propri prodotti alla

Panamco Indega Colombia, filiale della Panamerican Beverages

– Panamco di Miami (Florida), di cui proprio la Coca Cola

Company possiede il 24% del capitale azionario e conta su due

rappresentanti nel consiglio di amministrazione. L’88% del fatturato

della Panamco è generato appunto dalla produzione e

dalla commercializzazione in tutta l’America Latina dei prodotti

del marchio Coca Cola, mentre il resto deriva dalla distribuzione

sul mercato sudamericano delle note birre europee Kaiser

ed Heineken.

Per ciò che riguarda la Panamco Indega, essa risulta proprietaria in

Colombia di 20 impianti di produzione, 71 centri di distribuzione

e oltre 1.500 camion da trasporto. Diecimila i dipendenti della

controllata colombiana, a cui la Coca Cola Company fornisce il

supersegreto concentrato-base della bevanda e il completo appoggio

nell’implementazione delle strategie di mercato. A capo della

Panamco Indega una potente cordata di imprenditori del dipartimento

di Antioquia (gli industriali Daniel Peláez, Alberto Mejía,

José Gutiérrez ed Hernando Duque – gruppo Fontibon), con articolati

interessi nel settore alimentare, finanziario e dei mezzi di

comunicazione di massa. Presidente della Panamco Colombia è

Roberto Ortiz, vicepresidente del consiglio di amministrazione

della Panamco-madre di Miami.

Prova di quanto stiano a cuore alla transnazionale di Atlanta le sorti

economiche e politiche del paese sudamericano è il decisivo ruolo

di pressione esercitato sulla Confederazione calcio dell’America

Latina per realizzare in Colombia la Coppa America 2001, la cui

organizzazione era stata sospesa alla vigilia della data fissata per l’evento

sportivo a seguito della recrudescenza del conflitto interno.

La Coca Cola insieme alla Master Card, entrambi patrocinatori

della Coppa, hanno manifestato il loro ultimatum alla società

Traffic, proprietaria dei diritti di commercializzazione e trasmissione

televisiva del torneo internazionale, perché rispettasse la data e la

sede prevista; in caso contrario le due transnazionali avrebbero ritirato

il loro patrocinio con perdite per la Traffic e la Confederazione

calcistica sudamericana per 80 milioni di dollari.

Nonostante le oggettive difficoltà di tipo organizzativo e la diserzione

di importanti Paesi (vedi Argentina e Canada), a soli tre

giorni dalla data prevista per l’inizio della competizione, la Confederazione

ha deciso di disputare l’appuntamento in Colombia.

Non si sarebbe potuto fare diversamente: la Coca Cola patrocina

dal 1974 i campionati mondiali di calcio e i principali eventi internazionali

giovanili della Fifa, mentre dal 1993 la compagnia ha

concesso il proprio marchio per la pubblicizzazione della Coppa

America.

Proprio a causa del calcio, la Coca Cola ha subito recentemente

un’altra grave caduta d’immagine. Alla vigilia del campionato mondiale

Francia ’98, gli attivisti di Transfair, l’organismo internazionale

che certifica l’origine etica dei prodotti del commercio equo e solidale,

hanno documentato lo sfruttamento intensivo di minori nella

fabbrica di palloni con marchio Coca Cola a Sialkot (Pakistan).

Le foto di alcune bambine di 11 anni che incollavano e cucivano i

palloni hanno fatto il giro del mondo, riprodotte in decine di quotidiani

e riviste di rilevanza internazionale.

Negli ultimi due anni la Coca Cola è finita ancora altre volte sotto

accusa per violazioni dei diritti sindacali e fatti relativi a gravi

discriminazioni razziali. Nel novembre del 1999, un lungo sciopero

violentemente represso dalle forze dell’ordine, ha bloccato le

attività dell’impianto d’imbottigliamento della Panamco Brasil di

Jundiai (Brasile), per protestare contro l’ingiustificato licenziamento

di 67 lavoratori.

Nella primavera dell’anno successivo, otto dipendenti hanno denunciato

a New York il management della Coca Cola Company

affermando di essere stati gravemente discriminati sul lavoro, perché

neri. Cosí l’organizzazione statunitense dei lavoratori neri della

Coca Cola sono intervenuti in occasione dell’assemblea annuale

degli azionisti, minacciando di dare il via a un boicottaggio su

scala mondiale della bevanda se non fossero state adottate misure

contro la discriminazione razziale esistente negli impianti.

Qualche anno fa (aprile 2001), a Cuernavaca (Messico), le truppe

antisommossa sono intervenute per reprimere la protesta dei

lavoratori della Cooperativa Pascual, produttrice di bevande gassate,

duramente colpita dalla politica monopolistica della Coca

Cola, che impone a distributori e piccoli commercianti contratti

di esclusività, consentendo l’accesso ai propri prodotti e alla pubblicità

solo in caso di assenza di altri marchi.

Per sbarazzarsi di eventuali competitori – come nel caso della

Cooperativa Pascual, produttrice della popolare bevanda messicana

Boing – la Coca Cola regala ai rivenditori casse di prodotti, frigoriferi

e assicura la formazione in contabilità e gestione imprenditoriale

a coloro che si impegnano a vendere esclusivamente le bevande

della compagnia di Atlanta. I dipendenti della Cooperativa

Pascual hanno altresì denunciato che la Coca Cola è arrivata a distribuire

anche denaro per ottenere l’esclusiva, riferendosi in particolare

alla giunta che amministra la città di Cuernavaca, e che avrebbe

ricevuto contributi per oltre 600.000 pesos messicani, in cambio

della decisione di vietare la presenza di altri produttori di bevande

all’interno degli stand dell’importante ‘Fiera annuale di primavera’.

Un caso analogo si è registrato all’interno dell’Università dello Stato

di Morelos, in cui è stato firmato un contratto di vendita esclusiva

dei prodotti del marchio Coca Cola con una società in mano a Lino

Korrodi, il cervello finanziario della campagna presidenziale di

Vicente Fox, quest’ultimo con un passato da manager della transnazionale

per l’intero mercato latinoamericano.

E mentre i fatturati e i guadagni del colosso di Atlanta si preannunciano

da record per il 2001, la dirigenza della compagnia ha

recentemente annunciato il taglio di 6.000 posti di lavoro a livello

mondiale, metà dei quali negli Stati Uniti, nell’ambito della ristrutturazione

del sistema produttivo decisa dal nuovo presidente

Douglas Daft.

Qualche dato

Ora vi fornisco qualche dato che potete verificare quando volete,per darvi l'idea che tutto cio' che ho scritto non e' una tesi complottista di uno che non ha nulla di meglio da fare.

LAVORATORI ASSASSINATI

1986 Héctor Daniel Useche Beron (Nestlé of Colombia)

1989 Luis Alfonso Vélez (Nestlé of Colombia)

1993 Harry Laguna Triana (Cicolac Ltda)

1994 José Eleaser Manco David (Coca Cola)

1994 Luis Enrique Giraldo Arango (Coca Cola)

1995 Luis Enrique Gomez Granada (Coca Cola)

1996 José Manuel Becerra (Cicolac Ltda)

1996 Toribio de la Hoz Escorcia (Cicolac Ltda)

1996 Alejandro Hernandez V. (Cicolac Ltda)

1996 Isidro Segundo Gil Gil (Coca Cola)

1996 José Libardo Herrera Osorio (Coca Cola)

LAVORATORI SOPRAVVISSUTI AD ATTENTATI E COSTRETTI A RIFUGIARSI ALL’ESTERO

1990 Antonio Rico Morales (Nestlé of Colombia)

1995 Víctor Eloy Mieles Ospino (Cicolac Ltda)

1996 Gonzalo Gómez Cervantes (Cicolac Ltda)

1996 Adolfo Cardona Usma (Coca Cola)

1996 Gonazlo Quijano Mendoza (Beta Ltda)

1998 Rafael Carvajal (Coca Cola)

LAVORATORI GRAVEMENTE MINACCIATI E COSTRETTI A LASCIARE IL POSTO DI LAVORO

1995 Luis Eduardo García (Coca Cola)

1995 Rafael Almenteros (Coca Cola)

1995 Alfonso Mutis (Coca Cola)

1995 Sessanta operai dell’impresa Granja La Catorce nella Sierra

Nevada di Santa Marta (Magdalena), di proprietà della società

Indunal S.A., del senatore Fuad Char Abdala

1996 Oscar Tascón Abadía (Cicolac Ltda)

1996 Tomás Enrique Galindo (Cicolac Ltda)

1996 Alfonso Daza Alfaro (Cicolac Ltda)

1996 Gabriel Serge (Cicolac Ltda)

1996 Martín Emilio Gil Gil (Coca Cola)

1996 Gonzalo Quijano (Beta Ltda)

1998 Luis Javier Correa Súarez (Coca Cola)

LAVORATORI ARRESTATI CON L’ACCUSA DI TERRORISMO E SOVVERSIONE, TORTURATI E SUCCESSIVAMENTE LIBERATI PERCHÉ INNOCENTI

1984 Jaime Gómez Díaz (Coca Cola)

1984 Efraín Surmay (Coca Cola)

1984 Rafael Almenteros (Coca Cola)

1984 Heriberto Gutiérrez (Coca Cola)

1984 Julio Alberto Arango (Coca Cola)

1984 Humberto Cortés (Coca Cola)

1995 Luis Javier Correa Súarez (Coca Cola)

1995 Gonzalo Quijano (Beta Ltda)

1996 Luis Eduardo García (Coca Cola)

1996 José Domingo Flórez (Coca Cola)

1996 Sergio A. López (Coca Cola)

1996 Alvaro González (Coca Cola)

1996 Luis Javier Correa (Coca Cola)

1996 Edgar A. Páez (SINALTRAINAL)

1996 Gonzalo Quijano (Beta Ltda)

1996 Eduardo Ortega (Beta Ltda)

1996 Alvaro Villafañe (Nestlé of Colombia)

1996 Rafael Moreno (SINALTRAINAL)

1996 Alfonso Barón (Cicolac Ltda)

1996 Hernando Seirra (Cicolac Ltda)

SINDACALISTI DELL’IMPIANTO COCA COLA DI CAREPA (URABÁ-ANTIOQUIA) COSTRETTI A FUGGIRE IN ALTRI DIPARTIMENTI DELLA COLOMBIA

1985 Elías Muñoz

Bernardo Alcaraz

Jannio Barrios

Jaime Cano

Consuelo Montoya

Robert Harold López

Wilson Montoya

Rodrigo Rueda

Rubiel Goez

Jesús Emilio Giraldo

Humberto Ramirez

1996 Dolahome Tuberquia

Giovanny Gómez

Hernán Manco

Oscar Darío Puerta

Oscar Alberto Giraldo

Luis Adolfo Cardona

INGERENZE ARBITRARIE E ILLEGALI NELLA VITA DEI LAVORATORI E DELLE RISPETTIVE ORGANIZZAZIONI

1995 Raid contro Cooincoproco (Cooperativa dei lavoratori

della Coca Cola) da parte delle forze speciali della polizia

(Bloque de Búsqueda) di Bucamaranga.

1996 Raid contro Cooincoproco (Cooperativa dei lavoratori della

Coca Cola) da parte delle forze speciali della polizia

(Bloque de Búsqueda) di Bucamaranga e Cúcuta.

1996 Raid nell’abitazione di Beatriz Ardila Reyes, segretaria del

sindacato di Bucamaranga.

1996 I lavoratori della Coca Cola di Cúcuta, Alfredo Porras e

Jimmy Helberto Fontecha vengono fermati, identificati e

interrogati da appartenenti alla polizia e a un gruppo

paramilitare.

1996 Gruppi paramilitari costringono 70 lavoratori della fabbrica

della Coca Cola di Carepa (Urabá Antioqueño) ad abbandonare

il sindacato a cui sono iscritti.

1997 Raid contro Cooincoproco e nell’abitazione di Alfredo Porras

(Coca Cola), da parte della 5ª Brigata dell’Esercito.

Qui si conclude la prima parte del dossier dedicato alla Coca Cola.

Vi aspetto per la prossima parte,ancora piu' ricca di informazioni.

Ringrazio gli autori di "Coca Cosa?",fascicolo da cui ho tratto la maggior parte delle informazioni che vi ho riportato.

Cercando su google potete facilmente scaricare il PDF completo dove vi sono molte notizie a riguardo.

Z


domenica 4 maggio 2008

Perchè si continuano le terapie convenzionali anche se non funzionano per la lotta contro i tumori?



Ma perchè si tiene in vita un sistema di cure che, come abbiamo visto ,non funziona?
Noi mettiamo in dubbio la preparazione dei medici,il pessimo servizio della sanità,negli USA gli alti costi delle assicurazioni private,ma il vero nemico che non viene mai messo in discussione è il sistema stesso! Un sistema perfetto,in cui Big Pharma finanzia l'istruzione del medico(OMS=Organizzazione Mondiale Sanità) e il medico stesso,quest'ultimo prescrive poi trattamenti che diventano protocollo,(o così o niente);il sistema prevede guadagni pure per assicurazioni e ospedali.
Quello che credo è che questo sistema crei un'enorme popolazione di debilitati, malati terminali e pazienti su cui guadagnare attraverso il ciclo di trattamenti. Le compagnie farmaceutiche guadagnano di più per i loro azionisti. Le compagnie assicurative (IN USA)alzano i loro tassi e guadagnano di più per loro azionisti.Le cliniche private aumentano il numero di pazienti da servire con trattamenti deleteri ed inefficaci. Infine i pazienti disinformati sono pure contenti perché pensano di ottenere i migliori trattamenti disponibili e sono quindi grati al sistema.
Anche in questo caso come per il Signoraggio possiamo dire che non c'è miglior schiavo di chi è convinto di non esserlo!

Ma quanto costa un ciclo di Chemioterapia?
Vediamo se ho ragione,vediamo quanto guadagnano le case farmaceutiche!

I costi della chemioterapia

Dal sito dell’A.I.A.N., Associazione italiana per l’assistenza ai malati neoplastici si evince il costo di un trattamento chemioterapico.
“Il costo medio dei cicli chemioterapici che differiscono sostanzialmente nella composizione, varia sensibilmente in base ai farmaci. Comunque il costo si aggira su svariate decine di migliaia di euro per i vari cicli, fino a 50.000€.
L'illusione che la chemioterapia sia gratuita, cade alla considerazione che il cittadino e l' ammalato, i contribuenti, la pagano allo Stato sotto forma di prelievi fiscali. A questi costi esorbitanti si aggiungono gli oneri elevati dell'indotto, ad esempio il trapianto di midollo può comportare la spesa di oltre 50.000€.
L'efficacia temporanea e limitata, l'assenza di effetti risolutivi, l'elevata tossicità rendono ancora più irrazionale ed inaccettabile un così elevato onere finanziario della chemioterapia”.
Mentre nel “Giornale italiano di Farmacia clinica” del 21 febbraio 2007 sono stati pubblicati i costi per “l’uso dei farmaci citotossici nei cicli di chemioterapia ‘platinum-based’ analizzati per una corte di 100 pazienti e 6 cicli di terapia”.

1. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 128.217,00 euro

2. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Vinolrelbina associata a Cisplatino (TAX 326 + ILCP) per 100 pazienti: 200.940,00 euro

3. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Carboplatino (ECOG 1594 + ILCP) per 100 pazienti: 216.945,00 euro

4. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Gemcitabina associata a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 409.020,00 euro

5. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594 + TAX 326) per 100 pazienti: 540.093,00 euro

6. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Carboplatino (TAX 326) per 100 pazienti: 548.955,00 euro

Cifre colossali che si riferiscono “solamente” ai costi dei farmaci chemioterapici nei sei tipi di trattamenti terapeutici presi in considerazione nella “Valutazione dei costi associati alle terapie ‘platinum based’” e pubblicate nel Giornale italiano di Farmacia clinica”. Se a questo sommiamo i costi della “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” il totale ha dell’incredibile!

1. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 452.096,00 euro

2. Costo 6 cicli di chemioterapia (Vinolrelbina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 814.366,00 euro

3. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 467.550,00 euro

4. Costo 6 cicli di chemioterapia (Gemcitabina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 703.251,00 euro

5. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Cisplatino) per 100 pazienti: 841.978,00 euro

6. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 825.887,00 euro

Ricapitolando:

Sei cicli soltanto di chemioterapia costano per OGNI paziente una cifra che va da
4.520 euro a 8.420 euro.

Nei malati i cicli di chemio da fare non seguono una regola assoluta, anche se quando si somministrano per via preventiva (Si,avete letto bene,esiste la Chemio preventiva!) in un paziente che non ha una forma tumorale, esiste un numero prestabilito di cicli. Mentre se la terapia è rivolta a un paziente che ha una malattia in corso, in fase metastatica per esempio, la durata è variabile, e comunque si sospende di solito tra il 6° e l’8 ciclo.
Quindi la somministrazione di sostanze chimiche è assolutamente variabile e si può prolungare per molto tempo, facendo lievitare anche i costi per la società e gli utili per le multinazionali produttrici.
Tale calcolo però non tiene conto dei costi di operazioni chirurgiche, eventuali trattamenti radioterapici, medicamenti, farmaci, visite, degenze, ecc.
I malati nuovi di tumore in Italia sono ogni anno circa 270.000 e se tutti questi seguissero i protocolli ufficiali, ogni anno il giro di affari sarebbe una cifra che varia tra
1.220.400.000 e 2.273.400.000 euro!
Capite perché le terapie non convenzionali,quasi sempre poco costose, non riescono a prendere piede!
E' per cifre del genere - pagate dal Sistema Sanitario Nazionale e quindi sottratte alla Comunità con le tasse - che il potere di lobbies di Big Pharma è così forte,tanto da tenere celate le terapie non convenzionali e tappare la bocca a tutti quei ricercatori indipendenti che hanno il coraggio (o l’incoscienza) di mettere la salute della persona davanti agli interessi economici.
Questo potrà spiegare una volta per tutte le persecuzioni mediatiche, giudiziarie, professionali e personali subite da personaggi come Luigi Di Bella, Geerd Ryke Hamer, Tullio Simoncini, Bonifacio, Pantellini, Zora, Gorgun e moltissimi altri grandi ricercatori.
Invece di cercare una strada meno dispendiosa, meno sofferente e logicamente con più risultati positivi di guarigione si continua su questa folle corsa dissanguante e disumana.
Ma per quanto ancora?
Quanto siamo disposto a sopportar ancora questo sistema?
Alziamo la testa!

I costi della radioterapia

La mucosite orale è una complicanza (una delle tante) della chemio e radioterapia. Interessa il 77% dei pazienti trattati con radio alla testa e la totalità di quelli sottoposti a trapianto autologo delle cellule staminali trattati con chemioterapia citotossica ad alte dosi.
Per questa complicanza viene usato il farmaco Palifermin (è un fattore di crescita dei keratinociti umano).
Pensate che il costo di un solo trattamento completo comprendente 6 somministrazioni di 60 mcg/Kg/die corrisponde al costo di una confezione: 4.320,00 euro!
Una sola scatola di questo farmaco costa 4320 euro. La casa farmaceutica che lo produce si chiama Amgen Inc., il cui presidente è un certo Kevin W. Shaker che risulta avere collegamenti con General Electric (che costruisce, come abbiamo visto prima i mammografi!) e figura nel direttivo di Northrop Grumman Corporation (società nel campo aerospaziale e della difesa, produttrice di armamenti), Chevron (petrolio & C.)! Sono sempre gli stessi,e il profitto è alla base di tutto!
Secondo le ultime statistiche dell’A.i.r.o. (Associazione italiana di radioterapia oncologica) nel 2002 sono stati 108.000 i pazienti in Italia trattati con la radioterapia.
Quindi il 60% dei nuovi malati (270.000 all’anno) si sottopone alla radio!
Il costo di una apparecchiatura per la radioterapia si aggira intorno a 1.000.000 di euro, con un costo a trattamento pari a circa 12.000 euro.
Un solo trattamento con onde radio (di solito si fanno almeno cinque sessioni) costa la bellezza di 12.000 euro, senza tenere conto del costo di medici, fisici, radioterapisti, tecnici dosimetristi, costi di gestione e manutenzione, ecc.
Una persona malata può fare diversi cicli di radioterapia, per cui anche dietro le radioterapie ruotano cifre colossali.
Senza dimenticare che esistono numerosi modelli (diversificati anche nei prezzi): “Radioterapia a intensità modulata”, “Radioterapia intraoperatoria”, “Radioterapia stereotassica” (altissima precisione con altissimi costi), “Gamma Knife” (Raggi Gamma), “Cyberknife” (acceleratore lineare miniaturizzato collegato a braccio robotica), “Brachiterapia” (utilizzo di piccole sfere radioattive introdotte nell’organismo), “Adroterapia” (radioterapia a fasci di ioni di idrogeno o carbonio), ecc. ecc."

Un altro dato interessante sono le sostanze chimiche usate in combinazione con le terapie radiologiche.
Dal “Centro di riferimento regionale sul farmaco” l’agente antineoplastico usato spesso con la radioterapia, il cui principio attivo si chiama Cetuximab, costa (per solo otto settimane di trattamento) 7.722,80 euro (prezzo fornito dalla ditta farmaceutica).
Quindi la radioterapia tra apparecchiatura e un solo farmaco, senza considerare le strumentazioni tecnologiche all’avanguardia, costa per ogni seduta più o meno 20.000 euro!!!
Il costo annuo? Facile fare i conti:10.700.000.000 euro!!!!!

I costi di un trattamento oncologico ufficiale in Italia.

Attualmente sappiamo esserci da noi 1,7 milioni di ammalati e oltre 270.000 nuovi malati ogni anno.
La conclusione, senza entrare troppo nel dettaglio e nel particolare, è la seguente: il tumore in Italia (solamente tra chemio e radio, escludendo quindi chirurgia, costi di degenza, farmaci vari, apparato medico e infermieristico) è indubbiamente una delle patologie più costose e un'affare molto ma molto lucroso!
MEDITATE GENTE,MEDITATE!!!




Chemioterapia e i progressi dell'Oncologia nell'ultimo secolo:risultati ZERO!

Vediamo di far luce su di una pratica medica a mio avviso insensata che va sotto al nome di Chemioterapia.
Come è nata questa strana pratica di somministrare terribili sostanze ai pazienti per guarirli?
Il principio su cui si basa la Chemio è il fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l'azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire. Partendo da questo presupposto si è dato il via alla pratica forse più insensata della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo!
In merito a tale procedura medica,la TV fa la solita cosa:confonde e mistifica.
Tutte quelle discussioni fatte in televisione di volta in volta su chemio o medicine alternative hanno un solo scopo: confondere le idee e annebbiare le menti della gente.
In verità la questione è di una disarmante. Vogliamo sapere se la chemio è una terapia valida o no? E’ molto facile saperlo; basta osservare i risultati. Su di essa esistono studi, statistiche, dati ufficiali accurati. E’ vero che gli oncologi, con la complicità dei media, creano su di essi una cortina fumogena, ma non è per niente difficile averli; poi basta leggerli. lo li ho trovati e ve li posso comunicare. Ripeto: questi non sono i miei dati, sono i dati ufficiali dell'oncologia ufficiale. Confrontateli con le centinaia di ore di chiacchiere televisive trionfalistiche di Tirelli ,Veronesi & C.

Per prima cosa occorre capire cosa intende la medicina ufficiale per paziente guarito dal cancro. Poiché effettive guarigioni non ne ottengono quasi mai, definiscono guarito colui che sopravvive almeno cinque anni dal giorno della diagnosi, anche se muore cinque anni e un giorno dopo, anche se alla fine del quinto anno ha un cancro grande come una zucca che gli sta straziando il corpo. Nessuno conosce questo dato.Come mai nessuno lo dice apertamente?
Ricordatevi che cambiare il significato alle parole è un mezzo importante per confondere e dominare. Conoscere questo è fondamentale, è una chiave per capire veramente tutti i discorsi che fanno gli oncologi quando parlano di "guarigione".
Premesso ciò, loro proclamano che: ogni 100 persone che si ammalano di cancro, 50 guariscono; cosa significa allora questo?
Significa solamente che 50 muoiono entro 5 anni dalla diagnosi, le altre dopo.
Andiamo oltre,io non voglio togliervi le speranze,ma aiutarvi a capire come funzionano realmente le cose;e in verità le cose stanno perfino molto, ma molto peggio di così. Se lasciamo perdere le chiacchiere televisive e le cialtronate per ottenere offerte e finanziamenti e ci riferiamo a ciò che effettivamente è scritto e provato, troviamo che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di "tumore certo" è mediamente del 7%. Nella tabella seguente trovate i dati riferiti ad alcuni specifici tipi di tumore. Sono presi dal "monumentale" trattato Medicina Oncologica di Bonadonna e Robustelli (testo universitario): mille pagine per dire "non ci abbiamo capito niente".

Ma perfino questi dati sono troppo ottimistici! Un lavoro scientifico pubblicato nel 2004, prende in esame dieci anni di statistiche mediche australiane e americane (gennaio 1994-gennaio 2004) sui risultati della chemio nella cura del cancro. I risultati, usciti dallo spoglio di un campione immenso e più che rappresentativo di circa 227.800 casi di tumore, sono catastrofici: in media, solo il 2% dei pazienti sottoposti alla chemio risulta essere ancora vivo dopo 5 anni dall'inizio del trattamento "terapeutico".
Il seguente esempio rende bene l'idea!
"Provate un po' ad immaginare un impresario edile che costruisce case il cui 93 o 98% crolla entro cinque anni dalla costruzione. Prima di tutto nessuno lo pagherebbe più e poi verrebbe messo in galera; a meno che qualcuno non lo appenda prima al più vicino lampione... "
Invece gli oncologi vengono strapagati, onorati, vezzeggiati, ascoltati per ore e ore in noiosissime trasmissioni televisive di medicina confezionate su misura come avviene per i politici. I più famosi oncologi italiani riescono a farsi pagare 200-300 euro o più per una visita di 10-15 minuti!
Incomprensibile... Il fatto è che costoro fanno leva sulla paura, sul dolore e sull'ignoranza di questi dati da parte dei malati e dei loro famigliari. Come la paura e l'ignoranza vengono poi alimentate sistematicamente con ogni mezzo, potete facilmente constatarlo voi stessi,e ormai ,a furia di portarvi prove di ogni genere,spero iniziate a credermi.
Il Prof. Luigi Di Bella,prontamente distrutto dal sistema, qualche anno fa avvertì che "se una persona viene dimessa dall'ospedale, si dice che è in remissione.(Attenzione ancora come vengono manipolati i dati!). Quando ritorna viene curata e viene dimessa un'altra volta. Se ogni dimissione viene considerata come un dato positivo, i conti aumentano. E siccome non si può morire più di una volta, se un individuo è stato dimesso 9 volte ed è morto una volta sola si avrà un 90% di guarigione e il 10% di mortalità.
La fortuna dei medici è che si muore una volta sola".
Già nel 1975 il Prof.Hardin B.Jones,fisiologo della California University,presentò una ricerca al Congresso di Cancerologia presso l'università di Berkeley,una ricerca durata ben 23 anni!
Oltre a denunciare l'uso di statistiche falsificate, egli prova che i cancerosi che non si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia N.d.A.) sopravvivono più a lungo o almeno quanto chi riceve queste terapie. Come dimostra Jones, le malate di cancro al seno che hanno rifiutato le terapie tradizionali, mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete.

Uno studio condotto da quattro ricercatori inglesi, pubblicato su una delle riviste mediche più autorevoli del mondo, The Lancet del 13-12-1975, e che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi. La vita media di quelli trattati con chemioterapia completa fu di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 220 giorni.
Un altro dato fondamentale che indica come le terapie ufficiali per i tumori siano inefficaci, sono semplicemente le statistiche di morte per tumore. Nonostante le decine di miliardi di euro spesi per la ricerca e le centinaia di miliardi per i trattamenti, i dati degli istituti di statistica dì tutti gli stati occidentali mostrano che le morti per cancro dal 1950 alla fine del secolo sono continuamente e notevolmente aumentate.

Riunione del settembre 1994 del President's Cancer Panel: "Tutto sommato, i resoconti sui grandi successi contro il cancro, devono essere messi a confronto con questi dati" aveva detto Baílar, indicando un semplice grafico che mostrava un netto e continuo aumento della mortalità per cancro negli Stati Uniti dal 1950 al 1990. "Torno a concludere, come feci sette anni fa, che i nostri vent'anni di guerra al cancro sono stati un fallimento su tutta la linea". Chi è questo personaggio che esprime idee così eretiche, un naturopata? un ciarlatano, come è stato definito Di Bella? Un guaritore che approfitta dei poveri malati? Uno che non conosce le percentuali di guarigione? Risulta difficile definire ciarlatano o incompetente, John C. Bailar III, insigne professore alla Mc Gill University, uno dei più famosi esperti di epidemiologia e biostatistica. Non parlava del resto ad una platea di sprovveduti; il President's Cancer Panel è nato in conseguenza del National Cancer Act, un programma di lotta contro il cancro, firmato dal presidente americano Richard Nixon il 23 dicembre 1971 e per cui si sono spesi fino al 1994 ben 25 miliardi di dollari. I dati relativi alla situazione della lotta al cancro vengono forniti direttamente al Presidente degli Stati Uniti. La conclusione principale di Bailar, con cui IMI (National Cancer Institute) concorda, è che la mortalità per cancro negli Stati Uniti è aumentata del 7% dal 1975 al 1990. Come tutte quelle citate da Bailar, questa cifra è stata corretta per compensare il cambiamento nelle dimensioni e nella composizione della popolazione rispetto all'età, cosicché l'aumento non può essere attribuito al fatto che si muore meno frequentemente per altre malattie. I dati "grezzi" sono ancora più pesanti.

Esaminiamo altri dati e altre falsificazioni.Impariamo ad analizzare i dati e non a subirli!
Gli oncologi vanno dicendo che le possibilità di guarire dal cancro sono molto più alte oggi, il 50 %, rispetto al 20 % del 1930. Se teniamo per buoni questi dati (ma sappiamo che sono privi di fondamento), come mai allora le morti per cancro sono spaventosamente aumentate negli ultimi 70 anni? Il fatto è che nel 1930 non esistevano tutti i sofisticati mezzi di diagnosi e le campagne di sensibilizzazione alla diagnosi precoce; pertanto il cancro veniva scoperto tardivamente e così il tempo fra la diagnosi e il decesso era breve, se non brevissimo. Oggi invece, poiché la diagnosi avviene spesso in tempi molto più precoci, la morte arriva più tardi rispetto alla diagnosi stessa e più sovente oltre i fatidici 5 anni! Capito il meccanismo di falsificazione dei dati.
Cito ancora la conclusione a cui sono arrivati ricercatori del Dipartimento di genetica e di biologia molecolare dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma attraverso ricerche sperimentali. Essi "confermano, infatti, che alcuni chemioterapici, quali la citosinarabinoside, il metotrexato, la vincristina ed il cisplatino4 (sostanze usate comunemente e quotidianamente nei trattamenti N.d.A.), in particolari linee tumorali aumentano la resistenza alla morte cellulare (...) Questi risultati sono sorprendenti, poiché dimostrano che i suddetti chemioterapici non uccidono le cellule tumorali, come invece generalmente si ritiene, bensì, impedendo l'apoptosi (morte della cellula, N.d.A.), facilitano la crescita del tumore" .
I risultati ben dimostrano l'inutilità della Chemio,ma se almeno si utilizzassero sostanze innocue....Invece no!
Le sostanze usate sono terribilmente tossiche, tanto è vero che le autorità sanitarie hanno dovuto prendere drastici provvedimenti per salvaguardare la salute dei lavoratori addetti alla manipolazione e somministrazione di questi cosiddetti farmaci (medici, infermieri e farmacisti). Poiché la lista degli effetti collaterali è molto lunga, mi limito a darvi alcune delle caratteristiche tossicologiche in generale e di un paio di sostanze specifiche, prendendole da una pubblicazione dell'Istituto Superiore della Sanità.

Chemio in generale.
Tra una ventina di effetti collaterali, troviamo: sterilità, aborti, malformazioni nei figli, danni a cuore, fegato, reni, sistema nervoso e produzione di tumori secondari (!!!). "Infatti, non solo essi sono in grado di innescare la trasformazione di cellule normali in maligne, ma tendono a ridurre le difese endogene contro l'insorgenza di neoplasie". Lo sanno anche loro che questa è una pratica assassina; di questo non avevo dubbi.

Antraciclinici: "Stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità nel 50 % dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni” .

Procarbazina: "E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazioni nei figli, N.d.A.) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10 % di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante'

Qual è la castroneria che sta alla base di questa orribile situazione? Nonostante nel corso dei decenni ci siano sempre stati molti pareri contrari, tutta l'oncologia oggi si basa su un'ipotesi (badate bene è solo un'ipotesi,capito? Niente è scientificamente dimostrato!), che non è mai stata dimostrata. Secondo questa tesi, il cancro si origina da una cellula che, per un danno genetico, comincia a proliferare all'impazzata. Senza a stare ad esaminare quanto sia attendibile da un punto di vista scientifico questa teoria(Lasciamo perdere che altrimenti divento nervoso...), limitiamoci a riflettere sui risultati ottenuti su questa base negli ultimi 60 anni: ZERO. Nonostante il totale fallimento di questa teoria, nessuna voce contraria ha alcuna possibilità di essere ascoltata. Perfino la medicina non convenzionale ne è stata contagiata e, nonostante i suoi risultati sicuramente migliori, non ha trovato il bandolo della matassa. Se qualcuno prova a cambiare direzione di ricerca viene ridicolizzato o gli viene impedito di portare avanti la ricerca,bisogna rendere note queste cose perchè un giorno potrebbe capitare a noi di ammalarci e allora .........che qualcuno si aiuti!
Nel prossimo post svelerò il mistero del perchè si continuino ad usare i chemioterapici e perchè si bloccano altre tipi di ricerche!
Vi lascio con un video molto ben fatto,guardatelo è importante;così quando sentirete ancora un ciarlatano ignorante come Sgarbi indignarsi quando il comico Beppe Grillo definisce Veronesi una "SPA e non un medico" potrete alzarvi e dire:"Sgarbi,vaffanculo!"
Guardateli bene Veronesi e Tirelli e le loro affermazioni,guardate con attenzione e ricordatevi che il cittadino informato è la cosa che fa più paura!


Tratto da libro: "Il Tradimento della Medicina"

venerdì 2 maggio 2008

Complimenti Sgarbi! Attento le cazzate ormai hanno le gambe corte!


Innanzi tutto volevo fare i miei complimenti a Piero Ricca,probabilmente neanche lo conoscete,ma è veramente un grande.E' quel ragazzo che nel video distribuisce volantini con la condanna in via definitiva di Sgarbi come truffatore dello Stato.
Piero scende in piazza,affronta a viso aperto questa gente corrotta che pretende di rappresentarci,rischia denunce,(Ci tengo a dire che ha vinto la causa contro Berlusconi),rischia in prima persona procedimenti penali,e lo fa solo per rendere consapevoli i cittadini della sua città riguardo alla gente che li governa; e i poliziotti? I poliziotti cercano sempre l'intimidazione nei suoi confronti,perché un cittadino onesto che protesta contro la corruzione della classe politica per loro è più disonesto del potente di turno.....Riflettiamo!
E voi,Forze dell'Ordine,lo so che tra di voi c'è gente onesta che crede nel proprio lavoro,è proprio a voi che mi rivolgo,voi che avete il dovere di tutela nei confronti dei cittadini,voi che rappresentate la giustizia, fermatevi a riflettere su chi è il vero nemico!
Non è Piero Ricca!
Forza Piero,V ti sostiene perché se qualcosa cambierà ,sarà grazie a gente come te!
Torniamo ora su Sgarbi per mettere in evidenza le cazzate che ha detto,dimostrando ignoranza,presunzione per cadere infine nel ridicolo.....Ma a questo è abituato.
A volte sento alcuni dire che costui è una persona intelligente; ma quando mai ha dimostrato tale qualità?
Una persona intelligente è una persona che posta innanzi ad un problema, utilizza tutte le sue conoscenze per risolverlo;se le conoscenze non sono sufficienti approfondisce per ovviare a tale mancanza,ma se non arriva ad avere tali informazioni ammette di non essere in grado di risolvere il suddetto problema.
Nella puntata di Annozero di ieri sera(01-05-2008) ,Sgarbi, non solo ha dimostrato di non sapere argomentare nulla di coerente per sostenere le sue bugie,ma ha dimostrato di non sapere molte cose(Ignoranza) e di saper mentire parlando di fatti che forse conosce.

Sgarbi sostiene che Travaglio è un pregiudicato,guardiamo se è vero.

Il 16 luglio 2006 in un articolo sull'Unità,Travaglio scrive:
"Clemente Mastella, che come ministro della Giustizia ha uno squisito senso della legalità, s’è subito complimentato con l’amico Silvio: “E’ stato bravo, perché l’ha messa sul piano politico. E i giudici si sono trattenuti. Magari si sono anche spaventati”. Ecco: su quattro club deferiti, tre si difendono nel processo, mentre quello del capo dell’opposizione la butta in politica, usa spregiudicatamente il suo conflitto d’interessi per denunciare, come padrone delle tv e di mezzo Parlamento, il complotto giacobino di Rossi e Borrelli; poi ricatta come primo azionista Mediaset il sistema-calcio sospendendo i pagamenti alla Lega per i diritti tv e chiedendo due scudetti a tavolino; alla fine riesce a strappare un verdetto scandaloso che… tratta il Milan - una delle due architravi del calcio marcio - meglio della Fiorentina e della Lazio: cioè di una vittima del calcio marcio (Della Valle, nemico giurato di Bellachioma in Confindustria) e di uno che contava meno del due a briscola (Lotito-Lolito). L’altra metà del sistema Moggi-Galliani resta in serie A, conserva i miliardi dei diritti tv per campionato e coppa Uefa, trattiene tutti i suoi campioni e, per giunta, si appresta a far man bassa di quelli in fuga da Juve, Fiorentina e Lazio. E quel faro di legalità del ministro della Giustizia che fa? Elogia l’Impunito Supremo per aver saputo “spaventare i giudici” al punto giusto. Ma bravo, ma che bella lezione di sportività: viva i furbi e i prepotenti, viva il conflitto d’interessi e i colpevoli che la fanno franca. Ora, si presume, qualunque imputato in qualsiasi processo si sentirà autorizzato a “spaventare i giudici” come crede o può: parcheggiando un carro armato davanti al tribunale; o entrando in aula col mitra spianato; o facendo simpatiche allusioni ai figli del giudice (“Ma che bei bambini, dottore, li vedo tutte le mattine attraversare la strada per andare a scuola, ah!”). Chi non conosce Berlusconi si attendeva forse qualche giorno di pudìco silenzio. Invece tutto il contrario: continua a lacrimare, nella speranza di sgraffignare in appello qualche altro punto e magari pure i preliminari di Champions League. Montanelli, che lo conosceva bene, lo chiamava “Chiagni e fotti”. Infatti lui continua a chiagnere, e soprattutto a fottere, col suo codazzo di servi furbi. “Prima i campionati erano falsati da Moggi, ora lo saranno dall’eccesso di giustizialismo”, tromboneggia Cicchitto, che minaccia anche Guido Rossi: “D’ora in poi, con quel che ha fatto ai tifosi, dovrà girare con la ruota di scorta” (parole che, dette da un piduista, vanno prese molto sul serio). “Una ritorsione politica contro il Milan”, delira Maroni. E Ghedini: “E’ un’ esecuzione sommaria”. Roba da far impallidire le garrule fesserie in salsa bianconera di un Buglio (“puro giustizialismo, peggio della testata di Zidane”) o di un Chiamparino (“pena fuori dall’ordinario”). Almeno, pur meritandoselo, juventini, fiorentini e laziali un motivo per piangere ce l’hanno. Ma ci vuole tutta la faccia tosta di Fedele Confalonieri per strillare alla ”persecuzione” e alla “nuova Piazzale Loreto”. Ecco: secondo lui il Milan che usava l’addetto agli arbitri per avere guardalinee compiacenti e se la cava con qualche punto di penalità è come il duce fucilato e appeso per i piedi a un distributore di benzina. Perché, assicura il sempre spiritoso presidente del Biscione, “c’è un disegno dietro, un attacco a Mediaset: dal calcio al digitale terrestre ai discorsi sui tetti pubblicitari”. Un complotto targato Fiat? O Tod’s? Chissà. In attesa di chiarirlo, lo spudorato cita “l’avviso di garanzia di Borrelli a Berlusconi durante il G7 a Napoli” (tre balle in una frase: non era un avviso di garanzia ma un invito a comparire, non fu notificato a Napoli ma a Roma, non c’era nessun G7 ma un convegno sulla criminalità). Poi denuncia finalmente un “conflitto d’interessi”: quello “di Guido Rossi, ex consigliere dell’Inter”. Dall massimo rappresentante di un’azienda che finanziava illegalmente Craxi, corrompeva giudici e ufficiali della Guardia di Finanza, falsificava bilanci, frodava il fisco, accumulava fondi neri, scambiava mafiosi per stallieri, da vent’anni commissiona o si scrive direttamente leggi su misura guadagnandoci migliaia di miliardi, da 12 anni viola due sentenze della Corte costituzionale e collaborava pure a truccare i campionati, ci si attenderebbe un pizzico di prudenza in più. O magari di pudore, per non sputarsi in faccia davanti allo specchio. Ma ormai anche la faccia è un privilegio. C’è chi, avendola perduta da un pezzo, non teme più di perderla. E chi, più fortunato ancora, non ne ha mai avuta una."
Da qui la sentenza:

"REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
SEZIONE VII CIVILE
Il Giudice Unico, dott. M.Francesca. CHRISTILLIN
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile iscritta al n. 27466/06 + 27468/06 R.G./F.
20 FEB.2008
avente oggetto: risarcimento danni
promossa da:
CONFALONIERI Fedele
PARTE ATTRICE
e
MEDIASET s.p.a. in persona del procuratore speciale
PARTE ATTRICE
contro
TRAVAGLIO Marco
PARTECONVENUTA
P.Q.M.
Il Giudice Unico, respinta ogni diversa domanda, in contraddittorio delle parti, Dichiara il convenuto TRAVAGLIO Marco responsabile dell’illecito di cui in motivazione in relazione all’articolo pubblicato sul quotidiano L’UNITA’ del 16.7.2006 nei limiti ivi indicati e per l’effetto, in parziale accoglimento della domanda proposta dagli attori Fedele CONFALONIERI e MEDIASET s.p.a. in personale del legale rappresentante pro tempore, CONDANNA il convenuto TRAVAGLIO Marco, al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti da Fedele CONFALONIERI e MEDIASET s.p.a. in personale del legale rappresentante pro tempore Condanna il convenuto TRAVAGLIO Marco, al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti da Fedele CONFALONIERI e MEDIASET s.p.a. in personale del legale rappresentante pro tempore, che si liquidano equitativamente in: euro 10.000,00 in favore di Fedele CONFALONIERI euro 12.000,00 in favore di MEDIASET s.p.a. in personale del legale rappresentante pro tempore. Condanna il convenuto, a titolo di sanzione ex art. 12 L. 47/48, al pagamento della somma di euro 2.000,00, in favore di ciascuna delle due parti attrici. Dispone la pubblicazione, per estratto, della presente sentenza, a cura e spese del convenuto TRAVAGLIO Marco, sul quotidiano “Il Corriere della Sera”. Condanna il convenuto al pagamento delle spese processuali sostenute dagli attori, che in assenza di nota spese, liquida: quanto a Fedele CONFALONIERI in complessivi euro 2.926,57, di cui euro 856,00 per diritti, euro 1.550,00 per onorari ed euro 520,57 per esposti, oltre 12,5% spese forfettarie CPA ed IVA. Quanto a MEDIASET s.p.a. in persona del legale rappresentante pro tempore in complessivi euro 2.924,84, di cui euro 856,00 per diritti, euro 1.550,00 per onorari ed euro 518,84 per esposti, oltre 12,5% spese forfettarie CPA ed IVA. Così deciso in
Torino in data 21.1.2008
IL CANCELLIERIE IL GIUDICE
Dott. ALFONSO DE MARIA DR. M. F. CHRISTILLIN
TRIBUNALE DI TORINO
20 FEB.2008"

Ora,direte voi, cosa ha scritto Travaglio di non accertato? Effettivamente ha scritto solo verità;ma ha però commesso un'imprecisione,ha scritto Mediaset al posto di Fininvest,se avesse scritto Fininvest sarebbe stato tutto ok;avete visto che reato ha commesso?
Questa poi è una sentenza di primo grado,vediamo l'appello e magari la cassazione,non è una condanna definitiva!

Vediamo ora Sgarbi con la legge:
"
Nel 1996, con sentenza definitiva della Pretura di Venezia, è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto. Condannato a pagare un indennizzo fissato dalla corte, il critico d'arte si giustificò affermando che la sua assenza dall'ufficio dipendeva dall'impegno per la redazione d'un catalogo d'arte.[14] Il 14 agosto 1998, dopo la morte di Luigi Lombardini, in un'intervista a Il Giornale ne attribuisce la responsabilità alle «inchieste politiche di Caselli [...] uomo di Violante», in quanto «il suicido di Lombardini ha evidenziato la natura esclusivamente politica dell'azione di Caselli e i suoi» che «impudentemente frugano nella sua tomba [...] sul suo cadavere»; il 17 agosto, ignorando i ringraziamenti dell'avvocato di Lombardini per la correttezza tenuta da Caselli nella conduzione dell'interrogatorio nonché il positivo pronunciamento del CSM in merito, ne chiede «l'immediato arresto» nonché la «sospensione dal servizio e dallo stipendio». Alla successiva querela, l'intervistatore Renato Farina ed il direttore Mario Cervi scelgono il patteggiamento, mentre Sgarbi la via del processo; ad una delle udienze «non si presenta in Tribunale (a Desio) dicendo di essere a Bologna per un altro processo; il giudice telefona a Bologna e scopre che lì Sgarbi ha fatto lo stesso sostenendo di essere a Desio».[15] Per queste affermazioni nel 1998 verrà condannato dalla Cassazione per diffamazione aggravata sulle indagini del pool antimafia di Palermo, guidato da Gian Carlo Caselli, oltre a 1.000 € di multa".

Sgarbi poi è famoso per le sue sparate contro il pool di Mani Pulite,additando al pool più di 40 suicidi in carcere per i metodi dei giudici,arrivando a chiamare "Assassini" i giudici stessi.Per curiosità sono andato a controllare,sapete quanti suicidi ci sono stati in carcere all'epoca:ZERO.
Non 40 ma ZERO!
Adesso lo so che i più informati di voi mi diranno:"...Gardini e Moroni e Cagliari non si sono suicidati?"
Allora ,Moroni si suicidò in casa appena ricevette la richiesta di autorizzazione a procedere per finanziamento illegale(Accuse che poi furono provate),Gardini si uccise in casa alla vigilia di quello che sarebbe stato il suo arresto per i gravissimi reati che sapeva di aver commesso, e Cagliari? Ecco,l'unico suicidio che avvenne in carcere, fu quello di Cagliari ; per il pool però, era innocente, tanto che ne ordinarono la scarcerazione;egli fu trattenuto in carcere da altri magistrati, diversi da quelli del pool, per un'altra indagine:quella sul caso Eni-Sai,l'accusa a suo carico si rivelò poi fondata!

Altra battaglia di Sgarbi contro un giudice ,in questo caso Di Pietro,fu quando Berlusconi disse di aver trovato una cimice in casa sua.Sgarbi volle le dimissioni di Di Pietro , allora ministro dei lavori pubblici.Peccato che dopo poco si scoprì che la cimice in realtà era un rudere non funzionante procurata a Berlusconi da un amico del capo della sicurezza.Mi sembra di vedere i bambini che giocano!
Notiamo la solita bufala del Cavaliere sotto la spinta dei suoi giornali e delle sue TV.

Cosa dire poi di quando il 17 aprile 1995 Sgarbi in diretta su canale 5 legge una lettera esplosiva sull'assassinio di Don Pino Puglisi?
Una lettera in cui si accusa il procuratore Caselli di essere il mandante del delitto e si accusano Michele Santoro e Leoluca Orlando di essere gli esecutori materiali dell'omicidio!
Una lettera poi risultata fasulla!

...E ancora il disinformatore Sgarbi che si scaglia contro il procuratore Caselli per il suicidio del procuratore Lombardini.
L'undici agosto 1998 il procuratore Lombardini della procura di Cagliari si suicida dopo un interrogatorio dinanzi a Caselli.
Si sospetta che Lombardini, insieme ad avvocati e altri faccendieri,abbia fatto pressioni sulla famiglia di Silvia Melis,rapita dall'Anonima Sequestri,per pagare il riscatto in barba alla legge.Balza subito all'occhio che qualcosa non va in quanto il procuratore era allora addetto ai reati minori da procura ,e non poteva quindi intervenire in un rapimento di persona.Tale reato era infatti di competenza del pool antimafia della Procura.
Per i reati dei magistrati di Cagliari è competente la procura di Palermo.
A tirare in ballo Lombardini fu il padre della Melis che denunciò il predetto dicendo di esser stato da lui raggiunto di notte col volto semicoperto.Secondo la testimonianza del padre della ragazza,Lombardini gli avrebbe messo le mani addosso intimandogli di pagare un altro miliardo per il riscatto della figlia(Di qui l'accusa di tentata estorsione),e di scrivere poi una lettera per accusare falsamente i magistrati della procura di Cagliari di essere d'accordo col pagamento illegale del riscatto.(Di qui l'accusa di falso e calunnia).
Tale lettera viene trovata nello studio dell'avvocato Piras.
Caselli procede all'interrogatorio del procuratore Lombardini in maniera,come le registrazioni confermano,corretta e pacata.Si procede poi alla perquisizione in casa di Lombardini,ma egli si chiude nello studio e si suicida!
Durante la perquisizione si trovano documenti in cui si segnala il nascondiglio dove veniva tenuta segregata Silvia Melis e tante altre carte che dimostrano l'attività secondaria del procuratore Lombardini.
Dal 1998 ad oggi non vi sono stati più sequestri in Sardegna!
Nonostante queste prove il Signor Sgarbi si permette ancora oggi di gridare"Assassino" al Procuratore Caselli!
Avrà forse imparato l'arte della bugia dal suo capo Berlusconi?
A proposito,durante la trasmissione Annozero,Sgarbi racconta(Anzi urla ripetendo sempre le stesse cose senza portare argomentazioni,cosa per lui abituale) che Biagi non è stato licenziato!Tutti sanno ormai che fu licenziato in seguito al famoso diktat Bulgaro del Cavaliere di Arcore ed ad una telefonata tra Berlusconi e Sacca';Biagi è morto e non può parlare,sentite però cosa diceva in una sua intervista,guardatevi il filmato......

Un'ultima cosa:Sgarbi,durante la trasmissione Annozero,sostiene che il quotidiano per cui scrive,"Il Giornale",non riceve finanziamenti pubblici.A parte il fatto che subito viene smentito da Santoro, il quale afferma che in realtà prende 1.600.000 euro.
Dobbiamo poi aggiungere una furberia!
Il quotidiano "Il Giornale" esce abbinato a testate come il "Roma" di Napoli(Finanziato per 2 milioni e mezzo di euro),il "Sannio" di Benevento(1 milione e 800 mila euro di finanziamento),"Il Corriere del Giorno" di Taranto e tutti i 12 giornali di Ciarrapico;questi giornali ricevono tutti finanziamenti dallo Stato.
Come mai tutti i giornali che sono abbinati a "Il Giornale" ricevono finanziamenti?
A voi la risposta!
Caro Sgarbi,il cittadino informato ormai non lo ingannate più,le notizie corrono veloci nella rete e tutti possono controllare tutto e tutti.......
Il cittadino informato e consapevole poi avvertirà altre persono e così via a cascata;il tempo delle menzogne dei nostri piccoli politici e dei nostri miseri partiti sta volgendo al termine!
Bravo Sgarbi,non ne hai azzeccata neanche una!(Complimenti!!)