Volontà

"L'unica guerra persa è quella che si ha paura di combattere"


giovedì 5 novembre 2009

Ricorda per sempre il 5 novembre.......

Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto, nel tempo il ricordo andrebbe interrotto. Ma l'uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese........Ora sceglierei la BCE oppure la FED!

Stiamo vivendo giorni terribili,la propaganda contro l'influenza suina gira a mille,vogliono farvi paura,come al solito,vogliono che vi vaccinate,vogliono crearvi l'idea che avete bisogno di loro,si sta verificando la situazione del film V per Vendetta.
Stanno accelerando in maniera vertiginosa il piano per il Nuovo Ordine Mondiale,e perchè?
Perchè le coscienze si stanno svegliando,la gente inizia a mettere in discussione le autorità mondiali,autorità Criminali,dall'Oms alla Fao alla Banca Mondiale,,,,,La gente inizia a vedere oltre la nebbia creata artificialmente per tenerla nell'ignoranza......
Oggi voglio pubblicarvi uno studio serio sui risultati delle vaccinazioni.
Il primo argomento a favore della presunta efficacia delle vaccinazione consiste nell’affermare che
a seguito della vaccinazione di massa le principali malattie infettive sarebbero scomparse e a volte
si esibiscono dei grafici.Approfondendo la questione, avvalendomi di uno degli studi più seri che siano mai stati fatti sulla questione vaccini, che si avvale di grafici e statistiche della stessa OMS, nel quale si mostra che la regressione delle epidemie ha una regressione analoga nei paesi vaccinati e nei paesi non vaccinati.(Ma che strano....)
Ungheria, anni Trenta, la popolazione delle campagne viene vaccinata contro la difterite, quella di Budapest no; ebbene il calo del tasso di mortalità per difterite fu pressoché identico nei due gruppi.
Ancora anni Trenta: il cantone di Ginevra viene vaccinato (1932) contro la difterite, quello di Vaud solo 12 anni più tardi; ebbene, nel corso di questi 12 anni, nel cantone vaccinato i casi di difterite scendono da 137 a 20, mentre in quello non vaccinato scendono da 135 a 25!!!!.
Spesso si rimane estasiati davanti alla caduta vertiginosa dei decessi per difterite in Inghilterra durante la grande “crociata per la vaccinazione”, ma si dimentica di osservare che, se in quel paese sono stati necessari 10 anni di vaccinazione intensiva (1940-1950) per far calare il numero di decessi da 2.480 a 49, a Berlino, 6 anni di non vaccinazione hanno portato allo stesso risultato.(La raccontano proprio bene...)
Se si comparano i grafici di 19 paesi europei dove si è attuata la vaccinazione contro la difterite tra
il 1946 e il 1952, con quelli della Germania Occidentale, non vaccinata degli stessi anni, si scopre
che sia i casi di malattia che i decessi sono inferiori in Germania Occidentale.
Se si confronta casi e decessi per difterite tra Canada (vaccinato) e Giappone (non vaccinato), negli anni 1944-1952, si osserva che se in Canada la vaccinazione ha fatto meraviglie, in Giappone la non vaccinazione ha fatto prodigi.
La crescita della difterite nell’Olanda vaccinata e nella Svezia non vaccinata, tra il 1941-1944, è pressoché identica.
Quelli di Germania e Giappone, paesi che sconfitti in guerra non hanno proceduto a vaccinazioni di
massa, sono casi eclatanti che parlano da soli, mostrando come tanto il vaccinare quanto il non
vaccinare hanno consentito spettacolari riduzioni delle malattie infettive. E siccome i grafici
comparati delle due guerre mostrano come durante e subito dopo ciascuna di esse si sono avuti
picchi di malattie infettive, ecco che questo ci dà già una indicazione: verosimilmente le migliori condizioni alimentari e igieniche quali si possono ottenere fuori da una guerra sono la vera condizione determinante per la regressione delle malattie infettive. Non lo si riconosce forse ancor oggi quando una catastrofe naturale o delle guerre provocano profughi che vivono ammassati in tende e campi con poco cibo e cattive condizioni igieniche, non si dice allora che si teme lo scoppio di epidemie?
Senza il BCG (vaccino antitubercolare), in Inghilterra, dal 1851 al 1939, il numero dei decessi è
diminuito del 75%. Il calo della mortalità in Gran Bretagna (senza BCG) è del tutto simile a quello
della Danimarca e della Norvegia (con BCG), due paesi spesso citati come esempio dell’efficacia del
BCG. In generale, anche senza l’impiego di BCG, da un secolo a questa parte si assiste ad una
straordinaria diminuzione della mortalità da tubercolosi in tutti i paesi ad alto tenore di vita. Il BCG
non è stato usato a New York dal 1924 al 1944 e la caduta della mortalità ha raggiunto il 95%.
Per quanto riguarda il tetano:
Nell’esercito francese, il più vaccinato degli eserciti alleati (più di 4.000.000 di vaccinazioni tra l’ottobre 1936 e il giugno 1940), il tasso di morbilità tetanica ogni mille feriti fu durante la campagna del 1940 lo stesso che nella guerra del 1914-18. Nell’esercito greco, non vaccinato, la frequenza del tetano durante l’ultima guerra è stata sette volte minore che nell’esercito francese.
Quanto al vaiolo:
The Lancet del 23 II 1884, a proposito dell’epidemia del Sunderland, fornisce i seguenti dati: 100 di
cui 96 tra i vaccinati(..veramente efficace il vaccino!!!); durante quella di Browley: 43 casi di vaiolo in 43 soggetti vaccinati…(sempre più efficace....)
A Londra, nel 1901-02 su quasi 10.000 casi 7000 riguardavano persone vaccinate….La prova più
incontestabile della inefficacia di quella vaccinazione, che non protegge neanche per 2 mesi, è data
dal rapporto di 2 medici militari, pubblicata dal Lancet il 25 XI 1944, a proposito di 100 casi di
vaiolo nell’esercito di stanza in Egitto nel 1944. Tutti i malati, tranne 4 erano vaccinati.
A New York, prima della vaccinazione obbligatoria, c’era addirittura una media annuale di 220
morti per vaiolo; ma dopo le vaccinazioni ad oltranza, un’unica epidemia provocò 1100 malati
all’anno.
Nel 1905, quando gli americani occuparono le Filippine, la mortalità per vaiolo era del 10%; dopo la campagna di vaccinazioni del 1905-06 la mortalità passò al 25%; dopo l’intensificazione delle vaccinazioni del 1918-20, col 95% di vaccinati, la mortalità passa al 54%.
Quanto alla efficacia (presunta) dei vaccini, noi disponiamo di una sola grande esperienza, fatta su un numero vastissimo di casi, e condotta rigorosamente a doppio cieco e il cui responso ha per questo valore scientifico. Si tratta della vaccinazione antitubercolare sperimentata in India dalla OMS nei primi anni Settanta su 260.000 individui, solo metà dei quali vennero vaccinati. Ebbene, negli anni successivi si constatò che l’incidenza della tubercolosi era maggiore proprio tra i vaccinati.
In Italia nel 1887-89, la morte per vaiolo tra i soldati era uguale a quella tra le donne non
vaccinate. In Italia l’antipolio viene introdotta nel 1956 (quando ancora c’era il Salk), ebbene i casi di polio tra il ’55 e il ’58 sono aumentati di 5 volte!!!!!!!

Nel 1976, il dottor Jonas Salk, creatore del vaccino ucciso usato durante gli anni Cinquanta,
testimoniò che il vaccino vivo (usato quasi elusivamente negli Stati Uniti dai primi anni Sessanta in
poi) era “la causa principale, se non l’unica’ di tutti i casi documentati di poliomielite negli Stati
Uniti dal 1960”. (Il virus permane nella gola per una o due settimane e nelle feci per circa due mesi.
Di conseguenza, le persone vaccinate sono a rischio e sono potenzialmente contagiose, fintanto che
continua l’eliminazione fecale).
Recentemente, i Centri Federali per il Controllo delle Malattie (CDC) hanno ammesso che il vaccino vivo è diventato la causa dominante della poliomielite negli Stati Uniti oggi. Infatti, secondo le cifre rilasciate dal CDC, l’87% di tutti i casi di polio negli USA registrati tra il 1973 e il 1983 (eccetto casi importati) sono stati causati dal vaccino.
Secondo il dott. Atkinson, del CDC, “la trasmissione del morbillo tra persone vaccinate è
chiaramente documentata. Durante alcune epidemie…oltre il 95% dei casi riguardava persone
vaccinate”.
Nel 1986, nel Kansas, furono riportati 1300 casi di pertosse. Il 90% dei pazienti di cui era noto lo
stato di vaccinazione era stato “adeguatamente” vaccinato.
Albert Sabin, inventore del vaccino contro la polio e premio Nobel negli anni Cinquanta, a Piacenza
nel 1985, in un aula gremita dell’Ordine dei medici, ha affermato:
Cari Medici, secondo me i vaccini antinfluenzali non servono. Le campagne per le vaccinazioni di
massa organizzate dai ministeri della sanità sono soldi sottratti alla ricerca seria. Orientamenti e
mode. So bene che rischio di provocare polemiche, ma è esattamente questo il mio pensiero.
A chi stupito gli aveva chiesto chiarimenti, Sabin aveva esibito i dati ufficiali degli Stati Uniti, dove
si evidenziava che chi era stato vaccinato contro l’influenza si ammalava nella stessa percentuale di chi non si era fatto vaccinare. E si potrebbe continuare a lungo, ma questo dovrebbe bastare per mettere in luce che una prova scientifica della efficacia delle vaccinazione non la possediamo, anzi semmai possediamo molte indicazioni in senso contrario.
Questi sono i dati che non vi mostrano mai,vi mostrano invece l'illusione!!!!!!|
In sostanza, i difensori delle vaccinazioni presentano i dati di regressione delle malattie a partire dagli anni in cui vengono introdotte le vaccinazioni, omettendo di evidenziare il periodo antecedente che mostra essere l’epidemia già in calo, oppure omettendo di confrontare i grafici tra paesi vaccinati e non vaccinati. In questo modo producono l’illusione che tali regressioni siano
dovute ai vaccini.
Giorno dopo giorno sono chiamato a mostrarvi l'incantesimo nel quale siamo imprigionati,ormai i dati sono alla portata di tutti,basta aprire gli occhi e iniziare a pensare con le nostre teste,ilò tempo dell'accettazione passiva dell'autoruità sta volgendo al termine.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

magnifico...complimenti come posso contattarti privatamente?




ALIVE 4lov

V ha detto...

freemind1@hushmail.com

flawio ha detto...

articolo illuminante, semplicemente fantastico.