Volontà

"L'unica guerra persa è quella che si ha paura di combattere"


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mercoledì 21 gennaio 2009

Barack Obama:un'immensa trovata pubblicitaria!!


Vi ricordate il post che scrissi il 13 giugno di quest'anno sulla riunione del gruppo Bilderberg,dove si dava per certa la presenza di Obama;ebbene in quell'occasione dissi che Obama sarebbe stato il futuro presidente degli Stati Uniti.(Come accadde per Clinton,partecipò al Bilderberg e divenne presidente:come al solito saranno coincidenze.....).
Quindi nessuna sorpresa,ma per la gente che non si occupa di queste cose l'elezione di Obama è sentita come una svolta.


Quanto sono lontani dalla verità!
Dopo la vittoria di Obama nella corsa alla Casa Bianca ho visto gente festeggiare,Veltroni ha organizzato un giorno di festa,come se fosse arrivato un nuovo messia.(Se mai uno ci sia stato!)
Quando però ho provato a chiedere a qualcuno cosa ci fosse da festeggiare,nessuno mi ha risposto.
Incredibile,nessuno conosce il programma di Obama;in effetti in USA il programma elettorale è di secondaria importanza,importante è lo show.
Ripeto,senza conoscere niente del programma di Obama la gente è contenta della sua elezione,tutto grazie ai media e alla immagine che gli hanno creato.
Quali sono le parole che più spesso sono state usate durante la sua corsa alla casa bianca?
BELIEVE......CHANGE.........HOPE CREDERE......CAMBIARE....SPERANZA
Insomma,quello che gli americani cercavano.
La grande campagna di controllo mentale chiamata Obama ha fatto si che egli rappresenti quello che ogni americano sogna che egli sia,il tutto senza mai specificare in cosa realmente credere,senza mai specificare quale sarà il cambiamento e quali saranno le speranze per gli americani.

Obama è un politico sconosciuto scelto per mostrare una faccia pulita,scelto per dare l'illusione del sogno americano(un nero che va alla casa bianca).

In pratica l''Establishment dell'Impero ha preso un politico e ne ha fatto una star per salvare se stesso e controllare le masse con lo show della Democrazia Americana. Ha ingaggiato un uomo di colore bello e fascinoso (sì! l'Establishment ha giocato la carta razziale. Ricordate? Se tutto deve rimanere com'è, è necessario che tutto cambi) per mascherare l'orribile volto di un Impero sanguinario e spietato, i piani della classe dominante per ricostruire l'illusione di una civiltà rispettabile, la mitologia delle stelle e strisce, l'American dream.
I media - nelle mani di coloro che controllano il processo politico, la stessa gente che controlla l'economia e le nostre vite - hanno giocato magnificamente la partita e quello che è l'ennesima produzione hollywoodiana(A proposito sapete a chi è in mano Hollywood? EBREI) sta facendo il lavaggio del cervello ai quattro angoli del pianeta.

Ancora una volta sottolineo l'enorme potere dei media;hanno creato nella gente ormai disperata l'illusione del cambiamento,hanno dato loro una speranza,contando ancora una volta sulla nostra ignoranza.

Per citare alcuni dati:Obama avrebbe mandato in onda una media di 7.700 spot televisivi ogni giorno, il doppio e più lunghi rispetto a McCain. Avrebbe anche acquistato spazi pubblicitari durante i programmi televisivi più seguiti (fiction, partite di football, ecc.). Egli avrebbe speso 180 milioni di dollari per inserzioni su circuiti televisivi locali, reti nazionali e via cavo. Il suo rivale ne avrebbe spesi soltanto 13 milioni.

Perchè dico questo?

Ve lo spiego subito.Vediamo chi ha finanziato Obama.
Il colore dei soldi.

La campagna di Barack Obama ha raccolto oltre 600 milioni di dollari, eguagliando quasi i fondi raccolti in donazioni private da tutti i candidati di entrambi i maggiori partiti nel 2004.

Da dovete pensate che venga tutta questa grana?



"Molti di questi grandi donatori vengono dalle industrie con interessi su Washington. E' la scoperta di un'analisi del New York Times sui donatori che hanno firmato assegni di 25.000 dollari o più ai comitati di raccolta fondi. Per esempio, la quota maggiore di denaro per entrambi i candidati è venuta dalle industrie di sicurezza ed investimenti, tra cui i dirigenti di varie aziende coinvolte nella recente crisi finanziaria come Bear Stearns, Lehman Brothers e AIG. (...)
Ma,direte voi ,Lehman è fallita?
(Ho fatto un ragionamento,Lehman fa parte dei proprietari della FED,cioè la banca centrale degli USA,l'istituto che crea la massa monetaria negli USA,come può fallire?
Credo che una banca non possa fallire,semplicemente termina il suo lavoro!!!!)

Oltre 600 donatori hanno contribuito con 25.000 dollari o più [per Obama] nel solo mese di settembre, circa tre volte il numero di quanti hanno fatto lo stesso per il senatore John McCain".
Abbiamo poi le principali banche americane,che per non sbagliare hanno finanziato sia Obama che McCain,leggermente di più Obama però.........e infatti...
Obama è stato finanziato da:
Goldman Sachs
JP Morgan Chase
Citigroup
Unione Banche Svizzere
Morgan Stanley


Per finanziare il futuro presidente i soldi li hanno trovati......
Abbiamo quindi visto come la presenza dei ‘falchi’ della finanza di Wall Street risulti fra i maggiori gruppi che hanno versato moneta nelle casse del neo presidente, gli stessi che hanno giocato al gatto col topo col futuro economico dell’intero pianeta, fino al collasso di questi giorni: Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Citigroup, Morgan Stanley fra gli altri. Nel paragone fra i due contendenti alla Casa Bianca, Obama batte McCain per 2.938.556 dollari a 2.185.869 ricevuti delle banche commerciali. Per quanto concerne gli speculatori più selvaggi della finanza americana, e cioè gli Hedge Funds, il presidente nero batte lo sconfitto bianco con un margine notevole: 2.637.578 dollari a 1.561.865. Questo può spiegare il voto di Obama al Congresso a favore del pacchetto di salvataggio sborsato direttamente dai contribuenti americani nelle tasche di Wall Street(Ricordate il piano Paulson?), che non solo costerà sudore e pene a milioni di cittadini per anni a venire, ma che non risolve proprio un bel niente.

Obama ha poi ricevuto 34.454 dollari dall’industria del tabacco.(Recentemente sono apparse le foto di Barack che fuma con titoli di giornali che dicevano"Obama non è perfetto"da sbellicarsi dalle risate.)
E i colossi farmaceutici: Obama si è preso 1.662.280 dollari da questi giganti della speculazione sulla salute, contro i soli 579.013 di McCain.
La cosa è molto grave, poiché gli interessi di Big Pharma sono direttamente collegati al mantenimento del sistema Sanitario privatizzato americano, causa di ineguaglianze sociali orrende. Inoltre, visto ciò che le multinazionali del farmaco stanno facendo nel Terzo Mondo, dove negano ancora farmaci salvavita o sconti sui brevetti a tanti popoli disperati, di nuovo si fatica a trovare una moralità in questo aspetto di Obama. Si comincia qui a sbirciare qualcosa della realtà dietro i suoi proclami retorici.

Noi poi sappiamo a chi appartengono le principale case farmaceutiche vero?
Non vi ricordate,ve lo ricordo io Rothschild e Rockefeller.
E qual'è la principale occupazione di questi signori?

Roba da niente,sono i creatori del denaro,i padroni del mondo,i nostri aguzzini!


Il Democratico straccia McCain con una somma ben cinque volte superiore, 21.600.186 dollari contro 4.308.349 per quanto concerne l'industria dell'elettronica.
La cosa grave in questo caso sta nella comprensione di chi in realtà milita in quella categoria: alcune fra le più micidiali industrie di Guerre Stellari americane, di spionaggio e di intercettazioni.

Infatti Obama votò al Congresso la famigerata legge FISA, quella cioè che permette lo spionaggio di immigrati o di americani considerati ‘alieni’, politicamente scomodi, e che fu aspramente contestata da tutti i maggiori gruppi per i Diritti Civili.

Per quanto riguarda i finanziamenti dall’industria bellica, di nuovo Obama batte il Repubblicano, con 870.165 dollari contro 647.313.
E la gente che crede che Obama non farà guerre!

Altra fonte di finanziamenti è quella del comparto salute e assicurazioni.La riforma sanitaria di Obama lascierà le cose come stanno. Tradotto, significa che le grandi compagnie di assicurazione rimarranno gli arbitri della salute degli americani, in particolare dei 44 milioni di essi che oggi non hanno alcuna assistenza.
Obama ha ricevuto un gran totale di 49.408.792 dollari dal comparto salute e assicurazioni, McCain 33.286.626.

Per concludere, si arriva al tema dell’influenza sui candidati da parte delle lobby e delle professioni che contano. Barack Obama si è sforzato di rassicurare l’America che lui era il candidato degli interessi della persona media, della famiglia media, ma anche dei poveri, degli svantaggiati. Ok,l'avete bevuta vero? E allora ecco le cifre. Gli influenti lobbisti americani e gli studi legali (che negli USA hanno un potere enorme) hanno dato al giovane candidato vittorioso il triplo di quanto hanno dato a McCain: 37.122.161 dollari per il primo e solo 10.765.423 per il secondo.
Insomma,questa gente non versa soldi a caso,questi finanziamenti non sono spiccioli e non sono versati a fondo perduto.
Cominciate a capire cosa intendo dire e perchè sono così disilluso?

Vediamo ora quali figure si nascondono dietro al burattino Obama.

Tra i padrini di Barack Obama ci sono:

1)Warren Buffett, l'uomo più ricco del mondo(Va bene ,lo so che non è l'uomo più ricco del mondo ma cosi scrivono i giornali del c...o!!!);
2)George Soros, il multimiliardario legato al Council on Foreign Relations, l'International Crisis Group, Human Rights Watch, al Quantum Found dei Rothschild etc;
3)il rettilforma Zbigniew Brzezinski cofondatore della Commisione trilaterale;
4)il famigerato magnate dei media Rupert Murdock con il suo nefando impero,;
5)il vice-Presidente amico di Sion Joseph Biden, l'uomo in carica per l'implementazione di un vecchio sogno sionista, la frantumazione dell'Iraq, e uno dei massimi consiglieri per la politica estera di Obama,
6)Madeleine Bloody Albright che ha orgogliosamente rivendicato la responsabilità per il massacro di mezzo milione di innocenti neonati iracheni;
7)dulcis in fundo,eccolo,sempre lui:DAVID ROCKEFELLER,lui non ha bisogno di presentazioni.

Approfondiamo la figura di quello che a detta di molti è il vero consigliere di Obama,Zbigniew Brzezinski,l'uomo che probabilmente sta dietro all'attuale processo di disgregazione dell'area India Pakistan a colpi di "false flag"(Hotel Marriott,Mumbai);uno dei progetti eurasiatici più importanti studiati dall’intelligence anglo-americana è una sorta di soluzione jugoslava per il Pakistan, da smembrare lungo le molte linee etniche. Un Pakistan spezzettato finirebbe molto più difficilmente in blocco nell’orbita di Pechino, l’avversario strategico di medio periodo di Washington,ma questo è argomento di un prossimo post.....

Una chicca trascurata da tutti i media:Obama si è laureato con Zbigniew Brzezinski. La sua tesi di laurea verteva sullo smantellamento dell'arsenale atomico sovietico.

Andiamo oltre, L'Economist (dei Rotschild di Londra) ha detto in modo esplicito: «Un nuovo cervello per Barack Obama! Ha 78 anni
e funziona ancora alla perfezione. Appartiene a Zbigniew Brzezinski, il pepato ex consigliere di sicurezza nazionale di Jimmy Carter»
Un solo cervello? No. Ci si creda o no, ben cinque Brzezinski prestano il loro cervello ad Obama, come il capostipite lo prestò ad un ignoto commerciante di noccioline, e devoto congregazionalista, che la Trilaterale scelse negli anni '70 come
presidente: Jimmy Carter appunto.

Eccoli, i consiglieri di famiglia del primo candidato nero:

Mark Brzezinski: figlio di Zbig, che è stato nel Consiglio di Sicurezza Nazionale di Bill Clinton, in qualità di direttore degli Affari Russi ed Eurasiatici; come tale, è stato lo stratega della «rivoluzione colorata» in Ucraina nel 2004, con l'intento di
portare quella nuova «democrazia» nella NATO.

Ian Brzezinski, altro figlio. Attualmente è voce-assistente del Segretario di Stato per gli affari europei e NATO, una delle menti dietro la pressione per l'indipendenza (chiamiamola così) del Kosovo.

Mika Brzezinski: la figlia femmina di Zbig, giornalista e commentatrice politica della MSNBC, intervistatrice fissa di Michelle Obama, e promotrice della immagine di Obama come «il nuovo Kennedy».E qui scusate,non riesco a trattenere le risate!

Matthew Brzezinski: nipote, è stato corrispondente da Mosca per il Wall Street Journal, dove si è distinto per critiche ostili alla transizione russa. A Mosca non si è limitato a fare il giornalista, ma ha presieduto alle «proteste democratiche» anti-Putin.(Ma che strano!) Da quell'esperienza gli è rimasto un grande amico: Ilya Akhmadov, grande criminale, nonchè «ministro degli
Esteri» dell'opposizione cecena e incaricato dagli USA di numerose missioni.

Come si può intuire, è una famiglia che coltiva un'ossessione esclusiva: l'ostilità alla Russia. Del resto Zbigniew Brzezinski(direttore della Commissione Trilaterale 1973-76), come consigliere di Carter ebbe successo nel «risucchiare i russi in una palude vietnamita»: scopo raggiunto nel 1979, quando Mosca invase l'Afghanistan per salvare il regime comunista locale, minacciato dal terrorismo islamico (made in Pakistan con l'aiuto della CIA).

Secondo la sorella dello Scià, Brzezinski fu anche l'artefice della rivoluzione khomeinista che detronizzò il laico Reza Pahlevi, incauto amico degli americani. A quel tempo infatti Zbig - che in un certo senso è anche il creatore di Al Qaeda -puntava a creare una «mezzaluna verde» - di regimi fondamentalisti islamici - a ridosso del fianco Sud dell'URSS, per contenere Mosca e impedirle l'accesso ai mari caldi.(Tutto inizia lontano...)
Non è un segreto infatti che Zbig sia fossessionato e fedele alle visioni ottocentesche della geopolitica di MacKinder: strappare alla Russia il controllo dello Heartland, il cuore dell'«isola-mondo» ossia della massa continentale eurasiatica, irraggiungibile dalle flotte imperiali britanniche.

Veniamo alla politica di Obama,cos'ha di così innovativo?

1) Obama ha pubblicamente e ripetutamente promesso un'escalation nell'intervento militare Usa in Afganistan, un aumento del numero di soldati Usa, l'espansione delle loro operazioni e l'impegno in sistematici attacchi oltreconfine. In altre parole, Obama è un guerrafondaio peggiore di Bush.

2) Obama ha dichiarato pubblicamente che il suo regime estenderà la 'guerra al terrorismo',(Un terrorismo creato ad arte per creare PAURA)con attacchi sistematici e su grande scala, sia via aria che via terra, contro il Pakistan, portando così a una escalation della guerra che coinvolgerà villaggi, paesi e città definiti favorevoli alla resistenza afghana.

3) Obama si oppone al ritiro delle truppe Usa dall'Iraq in favore di un loro re-dispiegamento; la ricollocazione delle truppe Usa dalle zone di combattimento a posizioni logistiche e di addestramento in base alla capacità militare dell'esercito iracheno di sconfiggere la resistenza.
Obama si oppone ad una scadenza chiaramente definita per il ritiro delle forze Usa dall'Iraq, perché le truppe Usa in Iraq sono essenziali per il perseguimento delle sue politiche generali in Medioriente, che includono confronti militari con Iran, Siria e Libano meridionale.Altro che ritiro delle truppe,quando mai?
4) Obama ha dichiarato il suo incondizionato appoggio alla posizione della lobby filo israeliana e alle politiche coloniali espansionistiche e bellicose dello Stato ebraico
.Anche il nostro presidente,firmatutto-Morfero-Napolitano ha dichiarato che l'Italia è amica di Israele e che l'Iran è un pericolo.
Peccato che l'Iran ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare e Israele invece no,questo non lo si dice mai!!
Obama ha promesso di appoggiare gli attacchi militari israeliani a qualunque costo per gli Usa. Tutti chinano la testa allo stato terrorista israeliano.
Il suo ignobile servilismo a Israele è risultato evidente nel suo discorso alla conferenza annuale dell'AIPAC nel 2008 a Washington. Massimi consiglieri che hanno famigerati legami di lunga data con gli esponenti di spicco delle principali fabbriche di propaganda sionista e i presidenti delle maggiori organizzazioni ebraico-americane sono stati gli autori del discorso e formulano la sua politica estera mediorientale.

5) Obama ha promesso di attaccare l'Iran se continuerà a processare uranio per i suoi programmi nucleari. In due occasioni, poche settimane prima delle elezioni, il candidato vicepresidente di Obama, Joseph Biden, ha elencato una serie di 'punti di conflitto' (che comprendono Iran, Afghanistan, Pakistan, Russia e Corea del Nord) sottolineando che Obama 'risponderebbe con forza'. I maggiori consiglieri di Obama per il Medioriente comprendono noti sionisti come Dennis Ross, strettamente legato al ‘Bipartisan Policy Center’, che ha pubblicato un articolo che servirebbe da modello per la guerra con l'Iran. L'offerta di Obama di negoziare con l'Iran è poco più che un pretesto per annunciare un ultimatum che chieda all'Iran di rinunciare alla sua sovranità di fronte al rischio di un massiccio attacco militare.

6) Obama appoggia incondizionatamente l'espulsione dei palestinesi da parte di Israele e l'espansione delle colonie ebraiche nella Cisgiordania, la maggiore causa di ostilità, guerra e discredito della politica Usa nella regione mediorientale.(Questo è proprio vergognoso,ma nessuno ci fa caso!)
Con tre dozzine di accesi sostenitori di Israele tra i suoi maggiori organizzatori nella campagna elettorale, consiglieri politici di punta e autori di discorsi , non c'è virtualmente alcuna speranza di 'influenzare dall'interno' o 'applicare pressione popolare' per cambiare la servile sottomissione di Obama alla configurazione di potere sionista.
Appoggiando Obama, gli "intellettuali progressisti", sono di fatto alleati dei suoi mentori sionisti.(Lo tenga a mente questo Veltroni).

7) Sul fronte domestico, i principali consiglieri economici di Obama hanno impeccabili credenziali a Wall Street. Egli ha fornito un appoggio immediato e acritico al piano di salvataggio, proposto dal segretario al Tesoro Paulson, delle più ricche banche d'investimento negli Usa tramite $ 700 miliardi provenienti dalle tasse dei contribuenti. Obama non ha sfidato Paulson o le banche per quanto riguarda l'uso di fondi federali per acquisizioni e rilevamenti anziché per prestiti e credito a produttori e proprietari di casa. L'appoggio da parte di Obama a Paulson e al salvataggio di Wall Street è bilanciato solo dalla magra proposta di sospendere i pignoramenti per un periodo di tre mesi in attesa di una rinegoziazione del pagamento degli interessi. Obama propone di aumentare il trasferimento dei fondi governativi a istituzioni finanziarie mal gestite e a fallimentari aziende capitaliste, nello sforzo di salvare un capitalismo fallito piuttosto che perseguire un nuovo programma di investimenti pubblici a grande scala e a lungo termine che genererebbe impieghi ben pagati per i lavoratori.

8) Il team economico di Obama ha apertamente dichiarato il suo sostegno attivo all'ideologia del 'libero mercato' e la sua opposizione a qualunque sforzo di impegnarsi in grandi iniezioni di fondi governativi in attività produttive pubbliche e servizi sociali di fronte a diffusi fallimenti nel settore privato, a corruzione e crollo economico.

9) Obama abbraccia i falliti piani per un settore sanitario privato, governato e controllato da aziende private di assicurazioni, associazioni mediche ed ospedaliere conservatrici e dalle multinazionali del farmaco.
Egli rigetta pubblicamente un programma di sanità pubblica universale modellato sul programma di successo Federal Medicare ed è a favore di piani inefficienti, con privati orientati al profitto ma sostenuti dallo Stato, che sono al di là delle possibilità di oltre un terzo delle famiglie Usa.

10) Obama è e continua ad essere un sostenitore delle multinazionali agroalimentari e del loro programma per l'etanolo, redditizio e con forti sussidi pubblici, che ha aumentato i prezzi del cibo per milioni di persone negli Usa e centinaia di milioni nel mondo.

11) Obama sostiene una continuazione del criminale embargo contro Cuba, un confronto ostile con il presidente populista del Venezuela Chavez e con altri riformatori latinoamericani, e l'ipocrita politica di promuovere il protezionismo in patria e l'accesso del libero mercato all'America latina. I suoi consiglieri chiave per l'America Latina propongono cambiamenti puramente cosmetici in stile e diplomazia ma un ostinato appoggio per la riaffermazione dell'egemonia Usa.

12) Obama non ha proposto alcun piano o strategia esaustiva per farci uscire dalla sempre più profonda recessione, piano che non è nemmeno immaginato dei suoi i consiglieri pro-libero mercato e dai suoi miliardari sostenitori finanziari. Al contrario il corso di misure graduali proposte da Obama è internamente inconsistente: l'austerità fiscale è incompatibile con la creazione di posti di lavoro; il salvataggio di Wall Street sottrae fondi dagli investimenti produttivi; e il perseguimento di nuove guerre mina un recupero nazionale.



Infine vi mostro un video col vero programma di Obama,comune a tutti i fantocci a capo degli Stati,che noi chiamiamo "Politici"...

Ma guardiamo ora alle nomine di Obama:

Rahm Emanuel(Capo di stato maggiore)
Nato il 29 novembre 1959 da Benjamin R. Emanuel (nato a Gerusalemme). Il padre fu membro dell'Irgun.(l’Irgun fu l’organizzazione ebraica segreta che nel luglio 1946 fece saltare il King David Hotel a Gerusalemme, sede dell’amministrazione britannica. Morti, 91.Nel 1948 Irgun e la sua organizzazione gemella Lehi («Banda Stern», per gli inglesi) compì il massacro di Dei Yasin, 480 palestinesi massacrati deliberatamente nelle loro case, donne e bambini compresi e perfino il bestiame: i terroristi erano del tipo talmudico, allievi del rabbino Avraham Kook, che aveva insegnato loro che quelli erano gli «Amaleciti» ricordati dalla Bibbia, di cui YHWH ordina la distruzione totale. Irgun era famosa per gli attentati indiscriminati contro autobus e mercati)
Nel 1991 Rahm e' stato volontario civile in Israele durante la guerra del Golfo. Dal 1999 al 2002 ha lasciato la Casa Bianca e ha lavorato per la Dresdner Kleinwort Wasserstein società finanziaria di investment banking (durante il Terzo Reich la banca fu braccio finanziario delle SS). Nel 2004 ha fatto parte di una cordata insieme a ABN-AMRO, Barclay's, JP Morgan, Morgan Stanley per il finanziamento da parte di Rosneft della Yukos. Il governo russo aveva incaricato la Dresdner di stimare il valore di Yukos.Come banchiere, Emanuel ha guadagnato 16 milioni di dollari in tre anni. Ha un fratello, Ari Emanuel, grosso produttore di Hollywood.

Timothy Franz Geithner(Segretario tesoro)
E' il prossimo Segretario del Tesoro. Nato il 18 agosto del 1961. E' il nono presidente della Federal Reserve Bank of New York. Inoltre è anche Vice Chairman of the Federal Open Market Committee (FOMC).
Diamo un'occhiata al suo curriculum.
1998-2001. Sottosegretario al Tesoro per gli Affari Internazionali. Lì rispondeva a due signori molto simpatici:
Robert Rubin, Segretario al tesoro, e Lawrence Summers, di cui era il delfino.
Segnatevi questi nomi......Li ritroveremo più avanti.
2002. Lascia il Tesoro per entrare nel famigerato CFR, Council on Foreign Relations come Senior Fellow in the International Economics department.
2001-2003. Al Fondo Monetario Internazionale è Director del Policy Development and Review Department.
Come si puo' capire facilmente, il losco individuo è stato nella stanza dei bottoni proprio di quelle entità che avrebbero dovuto vigilare, e che erano comunque al corrente, della critica situazione finanziaria proprio mentre si creava.
Inoltre, visti i precedenti al CFR e al FMI, siamo di fronte ad un globalista di ferro.
Membro del Bilderberg,e del Kissinger&Associates.

Lawrence Henry "Larry" Summers
E' il capo del Consiglio Economico Nazionale. Nato il 30 Novembre 1954. Origine ebraica ma non devoto. E' subentrato a Robert Roubin (ebreo pure lui)come Segretario del Tesoro sotto l'amministrazione Clinton. Il suo delfino in quella posizione era proprio Timothy Geithner, che ora andrà a prendere il suo posto.
Alcuni estratti dal suo curriculum:
1991-1993 Chief Economist alla Banca Mondiale
1999-2001 succede a Roubin come Segretario del Tesoro sotto l'amministrazione Clinton
2001-2006 Presidente dell'università di Harvard
Anche in questo caso, siamo di fronte ad un globalista di ferro, grazie a 2 anni di intensa e fattiva dedizione presso la Banca Mondiale, mentre il suo delfino ha passato altrettanti anni al Fondo Monetario Internazionale.
Uno alla Banca Mondiale e uno al FMI,avete mai letto"Confessioni di un sicario dell'economia"di Perkins?
Membro del Bilderberg,del Council on Foreign Relationship e della Commissione Trilaterale,uno dei protetti di David Rockefeller.

Robert Rubin
I due, Geithner e Summers, si conoscono molto bene. Geithner era il delfino di Summers al Tesoro. Dietro di loro si staglia tuttavia una importante figura, che per ora è solo emersa tra le righe.
Ci riferiamo nientemeno che al "più grande segretario del Tesoro dopo Alexander Hamilton", per usare le parole di Bill Clinton, allora presidente.Per noi chiaramente è solo ironia.
Stiamo parlando infatti di Robert Rubin, Il vecchio volpone.
Nato il 29 agosto del 1938. Di origine ebraica. Ex Goldman Sachs, e' stato il Segretario al Tesoro di Bill Clinton, alle cui dipendenze hanno lavorato Geithner e Summers. Da lui hanno imparato il lavoro e nella sua scia ne proseguiranno il lavoro.
Evidentemente i servigi di Rubin sono stati particolarmente graditi al potere mondialista, visto che lo hanno scelto come Chairman del Council on Foreign Relationship.
Il suo curriculum?
2007 - oggi Chairman del Council of Foreign Relations
novembre - dicembre 2007 Chairman di Citigroup
1995 - 1999 Segretario del Tesoro
Fu proprio sotto la gestione di Rubin, da Segretario al Tesoro, che furono gettati i semi dell'attuale crisi finanziaria. Fu Rubin, con i suoi due sodali, a non fare nulla perchè i semi non germogliassero, o - peggio - a seminarli ed alimentarli consapevolmente. Ma questo non è dato saperlo con esattezza, almeno per ora.
Concludiamo con un dolcetto: Rubin è Director and Senior Counselor di Citigroup, oltre ad esserne stato Chairman per un mesetto. Dopo aver gettato le basi per la crisi economica mondiale, Rubin è il bancarottiere che stava portando al disastro Citigroup.

Per inciso, Citigroup è stata salvata solo dall'intervento del governo che ha assicurato 300 miliardi di dollari per sostenerla in caso di collasso.
Circa la metà del piano Paulson.

La Triade Ebraica Rubin-Grenspan-Bernanke sembra avere buoni legami con OBAMA!

Gli uomini scelti da Obama per il suo governo democratico sembrano tutti "cresciuti" all'ombra dell'Impero (Rockefeller). Tanto per citarne altri:

Susan Rice (Consigliere per la Sicurezza Nazionale)
è membro del C.F.R. (Consiglio per le Relazioni con l'Estero), della Commissione Trilaterale e dell'Aspen Institute,membro del Brookings Institute (fundato dalla Ford Foundation e dai Rockefellers);

Paul Volcker (Consigliere Affari Finanziari e Monetari)
è membro della Commissione Trilaterale e della Fondazione Rockefeller...
Membro del Bilderberg, del Council on Foreign Relations,Presidente della Federal Reserve durante la presidenza di Carter and Reagan, presidente della Federal Reserve Bank of New York,membro del G30,presidente della Rothschild Wolfensohn Company,figura chiave nel collasso del gold standard durante l'amministrazione Nixon,da lungo tempo amico della famiglia Rockefeller.

David Axelrod (Consigliere)
Consigliere politico di persone come Hillary Clinton, John Edwards and Christopher Dodd;principale intrallazzatore di Obama nello scandalo William Ayers e Reverendo Wright.

Hillary Clinton(Segretario di stato)
Bilderberg, Council on Foreign Relations, Trilateral Commission,faceva parte dell'asset clandestino della CIA useto per infiltrarsi nel movimento anti-guerra alla Yale University e al Watergate hearings, senior partner al Rose Law Firm,figura chiave nell traffico di droga di Mena ,fu architetto del disastro di Waco, implicata nell'omicidio/cover-up of Vince Foster, e in moltre altre morti.

Joseph Biden(Vice-presidente)
Bilderberg, Council on Foreign Relations,senatore USA dal 1972, membro del Senate Judiciary Committee, presidente dello U.S. Senate Committee on Foreign Relations,fervente sionista,in una recente intervista a Rabbi Mark S. Golub of Shalom TV,disse: “Sono Sionista.Non devi essere ebreo per essere sionista.”

Bill Richardson
(Segretario al commercio)
Bilderberg, Council on Foreign Relations,lavora nella Kissinger Associates,Ambasciatore UN, governatore del New Mexico,segretario all'energia,uno dei principali giocatori nell'operazione Monica Lewinsky-cover-up col luminare Bilderberg Vernon Jordan.

Robert Gates (Segretario alla difesa)
Come dire :"Le buone azioni sono sempre premiate!!
Bilderberg, Council on Foreign Relations,ex-direttore CIA,segretario della difesa sotto Bush, co-presidente CFR task force assieme a Zbigniew Brzezinski,profondamente implicato nello scandalo Iran-Contra,pure lui nominato nel traffico di droga a Mena.(Guardate il mio articolo sulle droghe per capire).

Tom Daschle(Segretario alla salute)
Bilderberg, Council on Foreign Relations, ex leader del senato, uomo Citibank ,consigliato niente meno che da Robert Rubin.

Eric Holder (Giustizia)
Uomo chiave nell'assoluzione del racketeer Marc Rich, deputy attorney general sotto Janet Reno, facilitò l'assoluzione di 16 Puertoricani FALN terroristi sotto Bill Clinton.

Janet Napolitano(Sicurezza interna)
Council on Foreign Relations, Governatore dell'Arizona, legale di Anita Hill durante l'udienza di Clarence Thomas, ministro della giustizia sotto l'amministrazione Clinton,fondamentale nell'OKC cover-up, descritta come un secondo Janet Reno, soft nell'immigrazione illegale (i.e. pro-amnistia e licenza di guida agli immigrati illegali).

Gen. James L. Jones(Consigliere sicurezza nazionale)
Bilderberg,Commissione Trilaterale, Comandante supremo alleati europei,inviato speciale sotto l'amministrazione Bush per la sicurezza(HAHAHA) nel medio-Oriente, board of directors for Chevron e Boeing,Comandante NATO , membro del Brent Scowcroft’s Institute for International Affairs sempre con(sempre lui)Zbigniew Brzezinski, il luminare Bilderberg Henry Kissinger e l'ex direttore della CIA John Deutch.

Come avete potuto notare tutte "BRAVE" persone,tutte collegate ai Rockefeller........
Alcuni di voi non sapranno cosa sono il Bilderberg,(ho scritto un post nella sezione NWO),il Council on Foreign Relationships e la Commissione Trilaterale,prossimamente in un post spieghero cosa sono queste CALAMITA'!!!!

Prima ho detto che Obama è un uomo facente parte del Sistema. Mi spiego.
Per comprendere questo passaggio è importante sapere che l’Elite economico-finanziaria usa mettere ai posti di comando persone di un certo tipo, magari con un certo corredo genetico o una certa discendenza…
Anche il 44mo presidente non è estraneo a tutto ciò: Obama è cugino di ottavo grado dell’ex vicepresidente Dick Cheney. A rivelare questo “legame di sangue” è la stessa moglie Lynn Cheney nelle colonne del Times. Il portavoce di Obama, per sbollentare la notizia, ha immediatamente commentato che “Dick Cheney è la pecora nera della famiglia”
Ma non è tutto. Secondo uno studio genealogico del Waikoloa-based Family Forest Project il Presidente Obama avrebbe collegamenti con i presidenti George Washington, James Madison, Harry Truman e Jimmy Carter. (per maggiori informazioni sulle motivazioni dei legami di sangue “Il Segreto occulto degli Illuminati”).
Cosa questa non strana visto che anche George Walker Bush junior era cugino (questa volta di sedicesimo grado) dell’altro candidato alle presidenziali John Forbes Kerry.
Ecco perché se quattro anni fa avesse vinto Kerry non sarebbe cambiato nulla, come pure se avesse vinto Albert Arnold Gore junior, come la vittoria di Obama…


Tarpley prova a scavare sull’argomento, tanto da analizzare le biografie di altre figure vicine a Obama. Da questa rassegna ricava la certezza che Obama sia vincolato alla Commissione Trilaterale (fondata dallo stesso Brzezinski) e a circoli politici ed economici molto elitari. Nel frattempo il "culto" di Obama fa conto su discorsi estremamente generici, caratterizzati da formule vaghe ripetute a oltranza (da “Yes We Can” a “Change”), saturabili da qualsiasi camaleontismo. Intanto che masse di giovani sono confluite nel gregge di questo ispirato pastore, perdureranno le infrastrutture del potere costituzionale deviato predisposte negli anni di Bush, come il Patriot Act.
Quanto di quel sistema è disposto a smantellare Obama, a parte la vetrina della vergogna di Guantanamo?
Tarpley dà per scontato che Obama non si priverà degli strumenti anticostituzionali e li userà in combinazione con il “soft power” per una sorta di fascismo soffice. Per ora, tuttavia, tutto questa è solo una “soffice congettura” di Tarpley.
La base carismatica del consenso a Obama, insieme alla sua genericità multiuso, nel contesto di una crisi economica di massima portata e di un sistema ormai sempre più portato allo “stato d’eccezione”, può condurre secondo Tarpley a una catastrofe mondiale sotto la guida dei soliti poteri forti.
La funzione della presidenza Obama per Tarpley è stata programmata per dare piena copertura politica a un vasto piano strategico di gittata planetaria:

1) restaurare il “soft power” statunitense, con un’immagine di paese pacifico, di faro democratico, di luogo di accoglienza e tolleranza capace di far dimenticare il disastro Bush;

2) disgregare le potenze emerse (e riemerse) della Cina e della Russia.

A parere di Tarpley, il metodo Brzezinski, in questo caso, porterebbe a ricacciare indietro i cinesi dalla presa che si sono conquistati ultimamente sulle risorse africane, petrolifere e non. Mentre già in Congo, in Sudan e in Zimbabwe, ma non solo, una parte delle gravi tensioni e delle guerre si collega già alla dialettica USA-Cina, la presidenza di Obama "l’Africano" potrebbe spostare l’ago della bilancia.
Tra l'altro mi è giunta voce, ma devo verificare,che Obama sia nato in Kenia,cosi dice la nonna,allora Obama non potrebbe essere eletto presidente,saeebbe contro la costituzione!!!!!!
(Rockefeller comunque se n'è sempre sbattuto della costituzione,ricordate Rothschild:"Datemi il potere sulla moneta e non mi importa chi fa le leggi").
Una sconfitta della Cina in Africa porterebbe costringere Pechino a cercarsi le risorse in Russia. Ne conseguirebbero tensioni molto forti fra le due potenze eurasiatiche e l’affondamento della Shanghai Cooperation Organization.
Lungi dall’attaccare l’Iran, come avrebbero fatto i neocon e come potrebbe fare ancora Israele, la 'marionetta di Brzezinski', nell’ottica di Tarpley, cercherebbe un accordo con Teheran – magari concedendogli un aumento della sua influenza in una parte dell’Iraq (come già in parte avviene) – fino a ricomprendere l’Iran in un’alleanza antirussa e anticinese.
Sono conclusioni troppo precise per poter essere estrapolate dal rapporto fra Obama e Brzezinski. E le possibili ipotesi si perdono nella complessità imprevedibile degli intrecci geopolitici. Questo è un campo per doppi e tripli giochi.
Pensate che il programma nucleare civile iraniano – l’oggetto della disputa più controversa degli ultimi anni – è finanziato per quattro milioni di dollari anche dal Dipartimento dell’energia statunitense, come ha scoperto con raccapriccio la CNN.



La preoccupazione di Tarpley è che un confronto militare con due potenze che il nucleare militare ce l’hanno davvero, la Cina e la Russia (per non parlare dei rischi legati al nucleare del Pakistan), porterebbe a una vera catastrofe. Se Tarpley avesse ragione, tutte le recenti dichiarazioni di quelli che considera i pupari di Obama, i maggiorenti del CFR e della Commissione Trilaterale (da Brzezinski alla Albright, dal vicepresidente eletto Biden a Colin Powell), vanno letti in una luce ancora più minacciosa.
Il crescendo di allarmi giornalistici sull’imminenza di grossi eventi terroristici che testerebbero subito l’azione di Obama prefigura uno scenario di guerra.

I canali mediatici cinesi stanno dando grande rilevanza ad un recente incontro tra la Rand Corporation e il Pentagono: l’azienda, controllata dai Rockefeller e dalla Ford/Carnegie Foundation, apparentemente avrebbe suggerito che un conflitto contro una grossa potenza mondiale rivitalizzerebbe l’economia aiutando nel contempo l’attuale élite finanziaria a mantenere il controllo sugli Stati Uniti. Sembra che i direttori della Rand abbiano chiesto che i fondi stanziati dal governo a sostegno del sistema bancario vengano utilizzati per finanziare una nuova guerra: non si conosce esattamente la nazione da attaccare, ma si parla di Russia, Cina, Iran e forse persino il Giappone, dato che detiene gran parte del debito statunitense (a me sembra assai inverosimile, ma…hai visto mai? In questi anni è accaduto davvero di tutto…) mentre il fatto che l’obiettivo dovrebbe essere di grande importanza geopolitica escluderebbe la Corea del Nord.

La soluzione:



Ecco chi invece avrebbe potuto essere il cambiamento,si chiama RON PAUL.




C'è pure una bellissima canzone:


Non dite che non vi avevo avvisato!!!!!!

venerdì 26 settembre 2008

Islamabad,Hotel Marriott:ennesimo false flag!


53 morti e un cratere enorme,ecco il risultato dell'attentato all'hotel Marriott ad Islamabad in Pakistan.
Di chi è la colpa?

In primis si diceva, chiaramente"Al Quaeda",e chi se non i fantomatici terroristi islamici?

Poi però,arriva la rivendicazione da parte di un gruppo fondamentalista iraniano denominato Fedayeen-i-Islam,che,a quanto pare,ha telefonato alla sede di Islamabad dell’emittente Al Arabiya.
Pare però che tale gruppo,Fedayeen-i-Islam,fosse attivo tra gli anni 50' e 60'!!
Si passa quindi in Iran,e chiaramenti i media riportano la notizia in tutto il mondo,il terrorista ormai ha sempre il solito aspetto barba lunga e un turbante in testa,altrimenti non è un terrorista.

Ci sono alcune notizie però che i media occidentali si sono dimenticati di riportare,ad esempio questa:
"Diversi testimoni, comprese alcune autorità del governo pakistano, hanno riferito che quattro giorni prima dell’attentato gruppi di marines americani avevano occupato due piani dell’albergo saltato in aria. Secondo i testimoni, un autocarro con insegne dell’ambasciata americana si sarebbe fermato davanti al Marriott intorno alla mezzanotte del 16 settembre. Dal camion sarebbero state scaricate una quantità imprecisata di misteriose casse d’acciaio, mentre tutti gli accessi dell’albergo, in entrata e in uscita, venivano sigillati. Le casse non sono state controllate dai dispositivi di sicurezza dell’hotel, ma sono state portate direttamente al quarto e quinto piano: gli stessi piani in cui è scoppiato l’incendio dopo l’esplosione di sabato scorso. “Il governo” - scrive The News, ripreso dai giornali di Qatar e Arabia Saudita, ma snobbato dal Corriere e da Repubblica - “possiede informazioni secondo le quali diverse stanze al quarto piano del Marriott erano assegnate in utilizzo permanente alle autorità americane. Tre di queste stanze erano interconnesse e contenevano equipaggiamento d’intelligence e materiali presumibilmente utilizzati per lo spionaggio”. Corre perfino voce che diversi ufficiali esperti della CIA fossero presenti nell’hotel al momento dell’attacco.

Molto strano vero,le somiglianze con l'11 settembre sono disarmanti!

Tempo fa il neo-presidente pakistano Asif Ali Zardari aveva bloccato ufficialmente le incursioni americane nel paese:

"Non tollereremo la violazione della nostra sovranità da parte di qualunque potenza nel nome della lotta al terrorismo",sono le sue parole precise.
Gli USA avevano risposto che il Pakistan non possiede gli strumenti adeguati per un'efficace lotta al terrorismo e che senza il loro aiuto sarebbe potuto accadere qualcosa di molto brutto.

Come d'incanto ecco che la cosa brutta accade........

Il Pakistan ha commesso l'errore di voler stringere accordi per un gasdotto Iran-India che passasse sul suo territorio e di voler raggiungere un'autonomia energetica ed economica tagliando fuori gli Stati Uniti,così ha pagato.

ma c'è di più........

Scheuer, alto funzionario della CIA per 22 anni, dove era capo della «Unità Bin Laden» al Counterterrorist Center, fino a quando si è dimesso nel 2004 protestando contro l’incompetenza dell’amministrazione Bush,sostiene che l’ISI, i servizi pakistani, hanno creato il terrorismo in funzione anti-indiana in Kashmir; ma ora questo terrorismo islamico è diventato pan-indiano (lo dimostrano recenti attentati avvenuti lontano dal Kashmir, a Bangalore, Ahmedabad, Surat) e l’ISI non lo manovra più.

E chi controlla allora questo terrorismo?

Esiste una notizia d'agenzia del 15 settembre:"Il capo dell’esercito israeliano, generale Avi Mizrahi, ha segretamente visitato il Kashmir la settimana scorsa. Le autorità indiane hanno tenuto la bocca chiusa su questa visita, nè confermando nè smentendo, ma la cosa è stata rivelata dall’agenzia iraniana IRNA. Il generale Avi Mizrahi è arrivato a Delhi il 9 settembre per una visita di tre giorni durante la quale ha incontrato il suo pari-grado indiano, il capo dell’esercito generale Deepak Kapur ed anche il ministro per la produzione bellica, Rao Inderjit Singh, i capi della Marina e dell’Aviazione indiana. Israele si è offerta di addestrare le truppe indiane per operazioni di contro-insurrezione e anti-terrorismo. La visita del generale Mizrahi in Kashmir avviene nel quadro di una massiccia agitazione anti-indiana nel Kashmir occupato dall’India. Almeno 50 persone sono state uccise nella sollevazione che è cominciata due mesi fa, e la tensione è ancora alta".

In India si sono verificati parecchi attentati islamici e una vera sollevazione in Kashmir;il generale Mizrahi però è stato pronto a dare manforte alla nuova alleata,l'India.
Gli attentati infatti hanno rinfocolato l'anti-islamismo indiano.

Al contrario il Pakistan non vuole cooperare ed è un problema in quanto possiede bombe atomiche,ad Israele la cosa non piace affatto,e infatti Washington ha già dei piani per mettere sotto sicurezza (ossia prendersi) quelle testate, perchè giudica il Pakistan sempre più «instabile» e incline a finire sotto il controllo dei «militanti islamici», anche se alle elezioni, i partiti islamisti si sono dimostrati privi di seguito popolare.

Che ci sia il Mossad dietro tutto?

La cosa appare molto probabile.
Tra l'altro i giornali iraniani e molti giornali arabi e tutti i giornali pakistani, e insieme a loro quasi la metà dei giornali indiani, hano scitto che LA BOMBA DELL'ATTENTATO IN PAKISTAN E' L'OPERA DEL MOSSAD ISRAELIANO. Nessuno in quella zona è veramente responsabile degli attentati terroristici di questi anni, tutti i popoli e i paesi sono daneggiati da questi attentati, MA L'UNICO A AVERNE' VANTAGGI E' ISRAELE.

Parliamo della questione energetica:La Cina sta sviluppando il porto di Gwader nel Belucistan sulla costa meridionale e le rotte di trasporto da lì verso l'interno. Il porto permetterà il flusso dell'energia dall'Africa e dal Medio Oriente alla Cina evitando l'interferenza navale indiana.
Così come la Cina è strategicamente alleata con il Pakistan, l'India è strategicamente alleata con l'Afghanistan, e sta sviluppando una strada che collegherà Herat a un porto nel sud dell'Iran. Mentre il Pakistan appoggia alcuni gruppi talebani nella guerra contro l'occupazione statunitense dell'Afghanistan, l'India e gli Stati Uniti appoggiano altri gruppi talebani che combattono contro Islamabad all'interno del Pakistan.

Quello che risulta però più chiaro è che esiste un piano per smembrare il Pakistan.
Da uno studio del professor Michael Chossudovsky, il docente universitario canadese che gestisce il sito GlobalResearch,«The destabilization of Pakistan» che risale al dicembre 2007,si legge:
"L’assassinio della Bhutto ha creato le condizioni per la destabilizzazione e frantumazione del Pakistan come nazione. Il consueto processo di «cambio di regime sponsorizzato dagli USA», che consiste di solito nel sostituire un generale con un altro, non è più al centro della strategia americana.
Oggi ci si può aspettare «che Washington appoggerà una leadership politica ‘pieghevole’, non impegnata all’interesse nazionale», che meglio serve «agli interessi imperiali USA, e che intanto contribuirà alla destabilizzaizone del governo centrale pakistano sotto forma di decentralizzazione.
La strategia degli USA consiste nel fomentare divisioni sociali, etniche e settarie e la frammentazione politica... Il corso di tale azione è dettato dai piani bellici in relazione ad Afghanistan e Iran. L’agenda USA per il Pakistan è simile a quella applicata in tutto il Medio Oriente e Asia centrale... onde ridisegnare i confini di Iraq, Iran, Siria, Afghanistan e Pakistan"
La zona da cui partire per la destabilizzazione del paese è il Beluchistan dove si trovano i giacimenti petroliferi più importanti,un progettato oleodotto per portare il petrolio iraniano in India e il già citato porto di Gwadar,attrezzato dalla Cina.
I giacimenti sono sfruttati da alcune multinazionali estere e dalla compagnia petrolifera pakistana in via di privatizzazione per ordine del fondo monetario.

Guarda caso in questa regione è sorto un movimento secessionista,il BLA(Baluchi Liberation Army) di cui non si capisce bene chi siano i capi.
La tecnica è sempre la stessa,come in Kosovo,indebitare,prevatizzare e vendere.
Il giornalista Blondet descrive bene questo processo in Pakistan:

"Nel 2006, in una riunione ad alto livello della NATO, gli americani presentarono una mappa che provocò le vibrate proteste dei generali turchi presenti: in questa mappa, che delineava una futura sistemazione del Medio Oriente allargato, appariva un «Free Kurdistan» (un grande Kurdistan) ottenuto ritagliando territorio alla Turchia, oltre che all’Iran, all’Iraq e alla Siria. Gli americani medicarono la faccenda sostenendo che la carta non rifletteva la politica del Pentagono, ma era una speculazione teorica del colonnello Ralph Peters, un reputatissimo analista militare che scrive sull’Armed Forces Journal.

Fatto sta che, oltre al «Free Kurdistan», la fantasiosa mappa presentava anche un «Great Balochistan» creato a spese del 40% del territorio pakistano; e anche la North Western Frontier Province pakistana appariva nella mappa assegnata all’Afghanistan, secondo il colonnello Peters a causa «delle affinità linguistiche ed etniche».

Interessante il lato fiscale del progetto. Il Pakistan è una federazione, e la struttura federale è basata su trasferimenti degli introiti fiscali dal governo centrale alle provincie. Nel 1990 la Jugoslavia, indebitatissima con l’estero, dovette - su ingiunzione del Fondo Monetario - sospendere i trasferimenti agli Stati federali per destinare gli introiti fiscali al «servizio» del debito. Ciò pose le basi per il secessionismo balcanico.

La stessa cosa è stata imposta dal 1999 al Pakistan, e sempre dal Fondo Monetario, insieme alle consuete misure di austerità (battezzate «risanamenti strutturali») e privatizzazioni forzate con vendite degli enti di Stato più prosperi ai creditori, fra cui appunto la petrolifera nazionale.

Il Paese ha un debito estero pari a 40 miliardi di dollari; non eccessivo, per una nazione che dispone di riserve petrolifere di almeno 300 milioni di barili,e molto di più se si considerano i giacimenti off-shore. Ma il FMI ritiene di dover imporre misure draconiane a questo fragile debitore.

Il gioco è reso più facile dal fatto che gli USA dispongono in Pakistan di varie basi militari; che controllano lo spazio aereo del Paese; e che, con la motivazione della «guerra al terrorismo», «le forze speciali USA hanno molto espanso la loro presenza in Pakistan, con parte di uno sforzo di addestramento e sostegno di forze locali di contro-guerriglia e la creazione di unità clandestine di anti-terrorismo»: così scrisse sul Washington Post, nel dicembre 2007, il giornalista William Arkin.

Fra i gruppi addestrati ci sarà il BLA? Proviamo a indovinare.

Si aggiunga che più di recente, gli USA hanno fatto sapere che, in caso di disfacimento o disordini acuti, le loro truppe si riservano di compiere azioni-lampo in Pakistan per impadronirsi delle testate atomiche, onde metterle in sicurezza.

Certe operazioni coperte sono state spesso sincronizzate con l’imposizione delle riforme macro-economiche del Fondo Monetario e della Banca Mondiale»: la «povertà di massa» che producono «aumenta le tensioni sociali ed etniche»."

A Voi le conclusioni!

sabato 20 settembre 2008

RIARMO BASI USA

Dal Blog dell'amico Corrado vi riporto quanto segue:


Cantiere Sigonella
: come la base USA si prepara alle prossime guerre


La base siciliana di Sigonella è stata candidata dal ministro La Russa ad ospitare il Sistema di sorveglianza terrestre AGS NATO. Intanto si moltiplicano i lavori di costruzione ed ampliamento di piste aeree, hangar e sistemi di telecomunicazione delle forze armate USA. In attesa dei velivoli senza pilota Global Hawk, la stazione aeronavale si trasforma nel maggiore centro logistico ed operativo per gli interventi di guerra in Africa, Medio Oriente e Golfo Persico. Con un occhio puntato anche al Caucaso e alle nuove frontiere dell’Est Europa.

Nuovi bandi di gara per lavori sino a 6 milioni di dollari nella base Usa di Sigonella (...) Il primo dei contratti prevede la riparazione di una parte delle piste di volo, la demolizione e la ricostruzione di circa 27,700 metri quadri di superfici aeroportuali, il rifacimento dell’impianto d’illuminazione. Il secondo programma prevede invece la ristrutturazione degli uffici, degli spazi comuni e degli hangar dell’edificio n. 630.

Sigonella si conferma così come la base estera dove è maggiore lo sforzo finanziario della Us Navy, 535 milioni di dollari negli ultimi otto anni per il Piano Mega che ha modificato il volto delle due stazioni aeronavali (NAS 1 e NAS 2) in cui la base è divisa. Altri 15 milioni di dollari sono stati stanziati a fine 2005 per la realizzazione di un nuovo oleodotto che risponde alle accresciute esigenze di rifornimento degli aerei installati o in transito (solo nel primo anno delle operazioni Iraqi Freedom ed Enduring Freedom, il Sigonella Fueling Team ha fornito oltre 18 milioni e mezzo di galloni di prodotti petroliferi a più di 5.500 aerei Usa e Nato). Circa 26 milioni di dollari, inoltre, sono stati previsti per realizzare il “Global Hawk Aircraft Maintanance and Operations Complex”, il centro operativo e di manutenzione dei velivoli Global Hawk (RQ-A4), l’ultima generazione dei cosiddetti Unmanned Aerial Vehicles - UAV, gli aerei senza pilota, teleguidati, la cui funzione primaria è quella di spiare il fronte nemico, individuare gli obiettivi e infine dirigere gli attacchi e i bombardamenti. Secondo il comando dell’Us Air Force di Kaiserslauten (Germania), dalla base di Sigonella opererà infatti un “piccolo squadrone di cinque velivoli Global Hawk”. La richiesta di spesa per il centro di Sigonella è finalizzata a realizzare hangar e officine, pavimentare l’area di arrivo e di stazionamento degli aerei, istituire una “forza di protezione/antiterrorismo”, migliorare i sistemi di comunicazione.

Dall’Afghanistan all’Iraq, dal Corno d’Africa al Caucaso

A Sigonella i cantieri si moltiplicheranno anche nei prossimi anni. Stando al voluminoso rapporto “Military Construction and Family Housing Programs – Budget Estimates”, relativo alle previsioni di bilancio per l’anno fiscale 2007, presentato al Congresso dal Dipartimento della Marina Usa il 6 febbraio 2006, alla base siciliana verranno destinati nei prossimi tre anni stanziamenti aggiuntivi per oltre 163 milioni di dollari (...) Ventuno milioni di dollari andranno invece per creare una “facility operativa” per l’EOD - Explosive Ordinance Disposal Mobile Unit Eight Detachment (EODMU 8), il reparto speciale della Us Navy che cura la manutenzione di mine, armi convenzionali, chimiche e nucleari e la loro installazione a bordo di portaerei e sottomarini.

EODMU 8 fu assegnato a Sigonella nell’ottobre del 1991 per supportare le operazioni del Comando della Marina Usa, dei servizi segreti statunitensi e del Dipartimento di Stato in un’area compresa tra Europa, Africa e Medio Oriente. Il reparto, in particolare, è stato operativo nel teatro di guerra del nord Afghanistan sin dal 2002, mentre si è guadagnato lo scorso anno la “Stella di Bronzo” per i “servizi” resi alle forze armate impegnate in Iraq. Dal 2004 un gruppo di militari dell’Explosive Ordnance Disposal Mobile Unit 8 è pure operativo a Djbouti presso la nuova base di Camp Lemonier. In Corno d’Africa il distaccamento di Sigonella ha addestrato le unità speciali di Etiopia e Kenya in funzione antisomala, alla vigilia dell’attacco scatenato contro le Corti islamiche. In proposito, a riprova del coinvolgimento diretto di Sigonella in operazioni segrete non concordate in ambito Nato, è opportuno menzionare che dal maggio al novembre 2006, dalla base siciliana hanno operato gli aerei radar Orion P3-C del “Patrol Squadron 16 VP-16” di Jacksonville, Virginia, nella raccolta d’informazioni che ha preceduto l’offensiva Usa-Etiopia in Somalia.
Lo scorso 25 agosto, in occasione di una visita a Sigonella per la consegna della “Stella di Bronzo” agli uomini di EODMU 8, il Comandante delle forze navali Usa in Europa ha dichiarato che la base continuerà ad essere importantissima per le operazioni in Iraq ed Afghanistan e “nel supporto all’assistenza umanitaria nella Repubblica Democratica di Georgia”. Come dire che la Russia torna ad essere nel mirino della portaerei Sicilia, proprio come ai tempi dei missili Cruise di Comiso…

L’US Air Force e la trasmissione dei codici d’attacco nucleare

(...) Nella base, intanto, opera un distaccamento dell’aeronautica militare statunitense sin dal maggio 2001, data in cui fu trasferita da Incirlik (Turchia), una delle stazioni terrestri del Global HF System (GHFS), il sistema di comunicazioni in alta frequenza creato per integrare la rete dello Strategic Air Command, assicurando il controllo su tutti i velivoli aerei appartenenti al Dipartimento della Difesa.
Uno degli aspetti più importanti del GHFS è quello relativo alla trasmissione degli EAM - Emergency Action Messages, gli ordini militari che hanno priorità assoluta, primi fra tutti i cosiddetti “messaggi SkyKing” che includono i codici di attacco nucleare. Le altre stazioni terrestri del sistema GHF dell’Us Air Force sono quelle di Andersen, Guam; Andrews, Washington; Ascension Island (Oceano Atlantico); Croughton, Gran Bretagna; Elmendorf, Alaska; Hickam, Hawaii; Lajes (Azzorre); Offutt, Omaha, Nebraska; Salinas, Portorico; Thule, Groenlandia, Yokota, Giappone; McClellan, Sacramento (USA).

Il centro “hub” per trasferire uomini, mezzi ed armamenti

La rilevanza strategica assunta da Sigonella non si limita però alle funzioni di vigilanza, intelligence e telecomunicazione. Nella base siciliana è stato creato nel 2005, il settimo “Fleet and Industrial Supply Center (FISC)” della Marina Usa, a cui sono state attribuite tutte le operazioni di immagazzinamento e smistamento di materiali, mezzi e sistemi d’armi sino ad allora eseguite nei centri di Londra, Napoli, Bahrain e Dubai (Emirati Arabi Uniti). Sigonella è divenuto così uno dei due “hub” d’oltremare dell’Us Navy (l’altro è rappresentato dalla base navale giapponese di Yokosuka), e rifornisce le installazioni e le unità da guerra presenti in Europa, Mediterraneo, Oceano Atlantico ed Asia sud-occidentale. Gli altri cinque centri FISC si trovano nelle basi statunitensi di Pearl Harbor, Hawaii; Bremerton (Puget Sound), Washington; Norfolk, Virginia; Jacksonville, Florida; San Diego.

Sigonella è inoltre una delle principali basi logistiche e di supporto della Marine Air/Ground Task Force (MAGTF), la forza speciale costituita nel 1989 per garantire al Corpo dei Marines flessibilità e rapidità d’intervento negli scacchieri di guerra. (...)
In vista del potenziamento della rete logistica di rifornimento mondiale, il Dipartimento della Difesa Usa è impegnato in uno sforzo finanziario imponente: per il periodo compreso tra il 2004-2011, sono previsti investimenti per 464,3 milioni di dollari.


Antonio Mazzeo, militante ecopacifista ed antimilitarista, impegnato in progetti di cooperazione allo sviluppo, ha pubblicato alcuni saggi sui temi della pace e della militarizzazione del territorio, sulla presenza mafiosa in Sicilia e sulle lotte internazionali a difesa dell’ambiente e dei diritti umani. È membro della Campagna per la smilitarizzazione della base di Sigonella.

Di Antonio Mazzeo

domenica 20 luglio 2008

Credete ancora che un nuovo 1929 sia impossibile?


Ecco le file dei risparmiatori davanti alle banche per ritirare i depositi: si sta ripetendo in USA ciò che avvenne nel ‘29. Wall Street che crolla, come allora. Le «solide» istituzioni finanziarie che devono essere messe sotto la tenda a ossigeno.

Il crack speculativo con la svalorizzazione degli «attivi» di carta (fase uno) che si trasmette alle banche commerciali (fase due) e si ripercuote nell’economia reale, con chiusure di aziende, licenziamenti in massa, insolvenze a catena nel ceto medio, caduta verticale dei consumi (fase tre).

In Gran Bretagna, la polizia ha proposto seriamente di istituire di nuovo il «servizio nazionale», come si fece nel 1945, per occupare i giovani senza lavoro e senza titolo di studio - i più proni alla delinquenza - in opere sociali e lavori pubblici.

E’ la fase quattro: anche Roosevelt, negli anni ‘30, irregimentò milioni di disoccupati, per occuparli in opere pubbliche.

La fase cinque può essere quella del razionamento, delle economie pianificate per la necessità imposta dalla penuria, delle tessere alimentari: a ciascuno tanti grammi di grassi, tanti di proteine, tanti di farina.

Si sta ripetendo tutto ma con qualche aggravante: i prezzi di petrolio e alimentari, che dopo il ‘29 erano al minimo (deflazione), ora continuano a salire nonostante la stagnazione (stagflation). E' peggio che nel ‘29, il centro dell’impero mondiale è senza comando, con un presidente screditato e in uscita, senza iniziativa e senza autorità; e il suo successore non entrerà in carica che fra molti, lunghissimi mesi.

Le stesse avidità stolte e insaziabili, lo stesso capitalismo svincolato da ogni regola, ha prodotto la stessa rovina. Ovviamente, anche le stesse menzogne.

I media ripetono ai risparmiatori USA davanti alle banche: niente paura, i vostri depositi sono garantiti dallo Stato. Infatti esiste il Federal Deposit Insurance Co (FDIC), che in caso di insolvenza paga depositi fino a 100 mila dollari. Solo che il FDIC dispone, per queste garanzie, di 52.8 miliardi di dollari. E ne ha già spesi 8 solo per salvare i depositi di una sola banca, la IndyMac; e le banche che diventeranno insolventi nei prossimi mesi saranno - secondo le stime - tra le 150 e le 300; persino il FDIC, che ha l’obbligo dell’ottimismo ufficiale, calcola che saranno una novantina.
I suoi fondi bastano per sei o sette banche!!!

Ci sono banche e ditte di costruzioni, alla ricerca disperata di liquidità, che emettono obbligazioni al 7,5%, e che sui conti correnti danno il 6,45%! Se vi fidate, se avete i nervi d’acciaio, sappiate che quegli interessi parlano di insolvenza imminente dei debitori.
Anche questa lugubre euforia è una replica del 1929.

Ma il particolare è comunque istruttivo: dice che nonostante le «iniezioni di liquidità» fatte dalle Banche Centrali, nonostante la riduzione dei tassi primari da parte della Federal Reserve al 2,5%, il costo del denaro è comunque rincarato in modo proibitivo, chi ha soldi da prestare chiede il 7-8% come minimo.

Il credito facile, la causa delle allegre bolle finanziarie che stanno scoppiando una dopo l’altra,è finito C’era tantissimo «denaro», ed ora di colpo non ce n’è più, s’è prosciugato. Eppure le Banche Centrali americane ed europeee hanno alluvionato di liquidità le banche e i fondi speculativi; questo denaro dovrebbe circolare in massa nel sistema, provocando inflazione ma mantenendo lubrificata la grande giostra. Invece la giostra è a secco, cigola, si arresta.

Dov’è finito quel fiume di liquidità? Semplice: le banche se lo sono messo nelle riserve in copertura delle perdite subite e di quelle che si aspettano. Non lo prestano.

Così, avviene un fenomeno inaudito: la massa monetaria (la moneta di tutti i tipi, da M1 a M4), in USA ed Europa si è striminzita anzichè aumentare. Ciò segnala che è in atto una deflazione, mentre i rincari delle merci segnalano inflazione.

«Se le Banche Centrali reagiscono in eccesso alla fiammata inflattiva provocata da greggio e granaglie - scrive Evans-Pritchard - possono innescare una spaventosa catena di eventi». Ossia aggravare la deflazione, instaurando la replica della Grande Depressione.

Claude Trichet, il capo della Banca Centrale Europea - c’è bisogno di dirlo? - sta facendo proprio questo. Equivocando il senso dei rincari (dovuti a petrolio, quindi fuori della sua possibilità di azione) ha scelto di combattere un’inflazione che non esiste in termini monetari, mantenendo altissimi i tassi d’interesse.

Il 4.5%, misura «irresponsabile» l’ha definita Zapatero, perchè condanna alla recessione la Spagna, dove il 20% dell’economia è costituito dall’edilizia, e dove quasi un milione di case sono invendute perchè i mutui sono troppo cari.

Trichet, duro nella sua dottrina, mantenendo assurdamente divaricato il differenziale tra il tasso europeo e i Buoni del Tesoro americani, ha ottenuto solo una cosa: che fiumi di denaro rovente si sono rifugiati nell’euro abbandonando il dollaro che rende meno e si squaglia; con ciò, ottenendo un euro assurdamente forte, che strangola le esportazioni. Al punto che l’Europa crolla a picco prima ancora dell’America.

Il solo dato positivo è che gli speculatori, ormai, ritengono l’euro sopravvalutato del 20-30%. Entro due anni lo abbandoneranno, e l’euro tornerà debole - com’è debole l’economia reale europea - e tornerà competitivo. Se saremo ancora vivi, s’intende.

Per allora, il dollaro sarà sparito come riserva mondiale, e colossi come Cina e Giappone - che siedono su montagne di dollari - avranno ancora voglia di comprare le cravatte di Armani al 20% di sconto? Saremo competitivi, ma nel gelo globale del consumo.

Trichet sta cercando di domare il rincaro del greggio provocando l’ulteriore abbassamento dei salari reali in Europa, già erosi dall’inflazione reale degli anni scorsi: fa calare la benzina togliendoci i soldi per comprarla, e anche il posto di lavoro da cui prendiamo i salari. E’ una scelta inumana, ossia da banchiere e burocrate.

Si sta formando in ritardo, come nel 1929, la coscienza che è in atto non una recessione, ma la Depressione.

Ha osato scrivere la parola sir William Rees-Mogg, influente eurocrate e opinionista del Times. Dopo una vita di menzogne liberiste, ora che ha raggiunto gli 80 anni, si permette di dire la verità. Per la prima volta su un grande giornale, un potente columnist che è anche membro dei poteri forti, evoca la Grande Depressione.

Il Dow, l’indice azionario di Wall Street, non tornò ai livelli pre-29 se non un quarto di secolo dopo, alla fine del 1954, scrive Rees-Mogg; se la storia si ripete, «il mercato azionario tornerà ai livelli del 2007 nel 2032».

Avremo 25 anni di vacche magrissime: uno spazio grande per una vita umana, e milioni di vite umane passeranno dalla giovinezza alla maturità nella miseria e nella caduta di speranze e prospettive. Il peggio è il sospetto che tutto questo, il crack, il caos e la rovina di milioni di vite, sia voluto, progettato.

Era il 1994, e David Rockefeller parlava allo United Nations Business Council. Disse: «We are on the verge of global transformation. All we need is a major crisis, and the nations will accept the New World Order». «Siamo sulla soglia di una mutazione globale. Ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale».

Stranamente, ha ripetuto in questi giorni la stessa cosa George Bush senior, l’ex-presidente ed ex capo della CIA, il padre dell’alcolista subnormale alla Casa Bianca: «Da questi tempi di sconvolgimento può emergere il nostro obbiettivo, un Nuovo Ordine Mondiale».

Tutto previsto quindi?
Si preparano ad imporci l’ordine totale?

Se ancora non credete alla gravità della situazione voglio segnalarvi alcune cose:

1) il gruppo immobiliare spagnolo (tra i piu´grandi in spagna) Martinsa-Fadesa e´ INSOLVENTE...le vacche grasse son belle che finite per il mercato spagnolo;
2) Fannie Mae e Freddy Mac sta per fare BOOM nonostante la scialuppa di salvataggio lanciata dal tesoro Usa e da bernake...stiamo parlando di 5.300 Miliardi di dollari di capitalizzazione pari a circa il 40% del Pil usa....fallite loro crolla tutto giu´ come un castello di carte;
3) Date un'occhiata all´indice azionario di Francoforte (cioe´dell´unica economia europea che ancora regge) -25% in un anno, con giganti come Deutsch Bank - 51% Daimler e Commerzbank - 45% Bmw - 42% etc.;
4) Shangai -50% in sei mesi;

Vi chiederete cosa sono Fannie Mae e Freddy Mac,ebbene non sono personaggi di Walt Disney.
I due enti si chiamano in realtà Federal National Mortgage Association, e Federal Home Loan Mortgage Corporation,in questo momento la loro insolvenza sta portando al disastro totale il sistema americano.

La prima fu creata nel 1938, nel pieno della Grande Depressione, come strumento del New Deal del presidente Roosevelt. Lo scopo: fornire mutui a basso tasso, onde consentire agli americani di acquistarsi la casa e così rimettere in moto una ripresa economica trainata dall’edilizia, potente motore perchè a sua volta trascina un grande indotto (mobili, cemento, legname, ceramiche eccetera). Freddie Mac fu creato nel 1970 con lo stesso scopo.

Il grosso problema è che le due istituzioni non sono statali: lo impedì, l’ideologia vigente, che restava liberista assoluta, pur nella Depressione. Il Congresso non volle alcuna «statalizzazione dell’economia»; Fannie Mae, come società privata, doveva cercarsi i capitali in Borsa. Ma come convincere i capitalisti a investire nei mutui, nel 1938?

Il trucco fu di chiamare Fannie (come poi Freddie) «imprese private» sì, ma «sponsorizzate dal governo»: sottintendendo che magari, in caso di guai, il governo sarebbe intervenuto a salvare le due agenzie. Forse sì forse no. La cosa fu lasciata volutamente nel vago. Del resto non c’è stato mai bisogno di mettere alla prova quella mezza promessa. Fino ad oggi.

E' necessario puntualizzare che nè Fannie nè Freddie hanno alcuna colpa nel disastro finanziario dei mutui.Esse sono strettamente regolamentate per legge, non hanno fatto prestiti a potenziali insolventi. Un «prestito sub-prime» è precisamente, per definizione, ciò che le due agenzie non devono fare. Prestano solo a persone che versano in contanti un congruo anticipo sulla casa, e che possono dimostrare un reddito certo e documentato. Sono imprese sane, alla vecchia maniera. Come mai, allora, sono al tracollo?

Il problema nasce dal fatto che erano sottocapitalizzate.Spieghiamoci meglio:durante gli anni scorsi l'euforia finanziaria dovuta al miraggio degli alti interessi dati dai mutui subprime ha spinto gli speculatori a ritenere poco appetibili le azioni di Fannie e Freddie, tali azione furono consideraate "poco speculativamente redditizie". Le due agenzie hanno dovuto cosi raccogliere capitale, anzichè in Borsa, indebitandosi: emettendo titoli a interesse.
Con il crollo attuale del mercato azionario, anche le azioni di Freddie e Fannie sono state duramente colpite, per il solo fatto che i valori degli immobili abitati dai loro creditori sono crollati. Gli «attivi» di Fannie Mae, ossia gli immobili ipotecati a suo favore, sono caduti del 66% e continuano a scendere; Freddie Mac, stessa situazione.

Oggi, quest’ultimo deve ai suoi creditori (i detentori delle sue obbligazioni) 5,2 miliardi di dollari più di quanto abbia come «attivi» ai valori attuali, e dunque è tecnicamente insolvente. Si è presentata dunque la necessità di vedere il trucco dello Stato: salverà Freddie e Fannie, o li lascerà fallire, come imprese private? Bernanke è corso al salvataggio.

Inevitabile: quelle due istituzioni sono troppo grosse per fallire. Se cadono quelle, il disastro è immane, inimmaginabile. Le due istituzioni non sono in grado di attrarre capitali senza l’aiuto del governo; e più la loro situazione di crisi dura, più il sistema finanziario nel suo insieme è costretto a fare liquidità svendendo «attivi» nel mercato d’oggi, che non vuole comprarli; con ciò, innestando una nuova e apocalittica spirale di ribassi, dove tutti offrono in vendita azioni e titoli e nessuno le compra.

Ma le due istituzioni sono troppo grosse anche per essere salvate. Insieme, Fannie e Freddie possiedono o garantiscono la metà dei mutui in essere negli USA, ossia 6 trilioni (6 mila miliardi) di dollari. Tanto per capire cosa significa questa cifra William Engdahl ricorda: 12 trilioni è il prodotto interno lordo dell’intera Unione Europea. Dunque Fannie e Freddie «pesano» quanto la metà del pil di 27 Paesi ricchi del primo mondo, tre volte il PIL della Germania.

La Federal Reserve, già dissanguata dai salvataggi delle banche private e speculative, deve accollarsi anche questo peso titanico. Che finirà, prima o poi, direttamente o no, per pesare sui contribuenti USA, già al lumicino. Ma questo poi. Di fatto, nell’immediato, Bernanke deve raccogliere denaro emettendo nuovi titoli di debito (BOT americani); al minor costo possibile. Ma può?

Già i BOT USA rendono il 2,5%, contro il 4,5% di quelli europei: chi li acquista, li acquista solo finchè ritiene che gli USA siano ancora la più grande e solida economia mondiale. Illusione difficile da mantenere, di questi tempi.
Di mondiale, gli USA hanno il debito.
Solo per finanziare il suo deficit dei conti correnti, deve chiedere 700 miliardi di dollari annui a Paesi stranieri ricchi di riserve, Cina, Russia, emirati petroliferi.
Deve assolutamente continuare a rendere appetibili i suoi BOT a Paesi che Bush non si è reso proprio amici, e già sono allarmati dalla perdita di valore del dollaro, e fin troppo tentati di cambiare le loro riserve in euro o yen.

E’ qui l’insolubile enigma che la Sfinge del liberismo terminale pone a Bernanke.
Se continua a fornire liquidità illimitata al sistema per tentare di prevenire il collasso generale delle banche, fa fuggire gli investitori esteri dai Buoni del Tesoro USA, e dunque decreta la fine del dollaro.
Se invece alza i tassi d’interesse per attrarre i capitali esteri e frenare l’inflazione, decreta altri milioni di fallimenti dei suoi debitori con mutuo sub-prime, e la fine delle banche in rovina, incapaci di pagare interessi più alti.
Qualunque cosa faccia, sbaglia.

Negli anni ‘90, anche il Giappone conobbe lo scoppio della bolla speculativa immobiliare e di Borsa: potè tagliare i suoi tassi d’interesse a zero - e fu lo stesso durissima recessione - perchè il Giappone non è indebitato con l’estero, anzi i suoi cittadini erano pieni di risparmi. «Per gli USA è difficile imitare il Giappone», dice Alex Patelis, capo economista internazionale di Merrill Lynch: «Gli stranieri non darebbero i capitali» a interessi zero. Ovvio.

Anzi, è pericolosamente vicino il momento fatale in cui gli stranieri si chiederanno se non devono disfarsi in fretta delle loro montagne di dollari, anche di quelli in obbligazioni «sicure», valutate dalle agenzie di rating con tripla A: come quelle di Fannie e Freddie, ritenute «sicure» perchè «garantite dallo Stato» (sì e no, come s’è visto). Circa 1,5 trilioni di dollari di obbligazioni Freddie e Fannie sono oggi in mano a stranieri, privati e (più spesso) Stati, fondi sovrani. Non si sa fino a quando durerà la pazienza di questi Stati sovrani esteri nel sopportare il deprezzamento del dollaro e le perdite che subiscono sui loro investimenti in USA.

Iroshi Watanabe, il governatore della Banca Centrale nipponica, ha già avvertito le banche e assicurazioni giapponesi di «andar caute» con i titoli americani, anche delle grandi agenzie «sponsorizzate dallo Stato». A tutti sono venuti i brividi.
Cosa farà la Cina?
«Andrà cauta» come Tokio?

I responsabili americani non se ne allarmano troppo: la Cina è legata a filo doppio all’economia USA, il suo maggior mercato, e non può permettere il collasso di Fannie e Freddie, e dunque del dollaro; sarebbe suicida. E la Russia? Mosca detiene 530 miliardi di dollari in riserve, BOT e obbligazioni USA.
Non ha ragione di essere amichevole verso l’America, che le ha piazzato contro i famosi missili-antimissile in Polonia, e che sostiene l’entrata di Ucraina e Georgia nella NATO.

Per convincere Putin a non dare il colpo finale agli USA, liquidando i suoi dollari (ecco la vera bomba atomica), bisognerà andare ad un patto extra-economico, altamente politico: abbandonare l’espansione della NATO, per esempio, in cambio di assicurazioni che Mosca non darà il colpo di grazia al sistema finanziario americano. Questo sarà il compito del prossimo presidente. Ma il suo insediamento è ancora lontano. Troppo lontano, per una crisi che si avvolge in una spirale catastrofica a velocità tremenda.

Come si vede, vengono al pettine tutti i nodi del liberismo ideologico. Bernanke ha abbandonato il dogma - lasciar fallire le banche, nelle mani del «mercato» - e attua pesantissimi interventi pubblici nell’economia: ma solo per salvare gli speculatori che si sono rovinati coi loro azzardi. A spese del contribuente, che i giocatori d’azzardo hanno ridotto alle corde. Le banche in fallimento sono nazionalizzate di fatto.

Viene al pettine anche l’equivoco di Fannie e Freddie, aziende «private», ma «sponsorizzate dallo Stato».
Al dunque, questo equivoco si è ridotto al solito vecchio trucco capitalista: privatizzazione dei profitti, socializzazione delle perdite.
Finchè Fannie e Freddie prosperavano, a goderne i benefici sono stati gli azionisti privati; ora che vanno male, a coprire le perdite è lo Stato, ossia i contribuenti. Si statalizza senza dirlo: il che è criminoso, perchè nasconde l’intenzione di ritornare al privato libero e senza freni, appena le cose andranno meglio.

Questa la conclusione di un blogger che si firma Uriel (www.wolfstep.cc): "visto che l’America liberista sta già statalizzando", dice Uriel, «non sarebbe ora, una buona volta, di capire che la finanza è una attività di competenza dello Stato (tanto, alla fine i soldi per tirarci fuori dalla m… ce li mette sempre lo Stato), ed iniziare a statalizzare banche, assicurazioni, Borse e quant’altro? Non sarebbe ora di capire che il libero mercato nel mondo finanziario è un fallimento continuo, un parassitismo che produce solo miseria, e di assoggettarlo completamente ai voleri (ed agli obiettivi) dello Stato, che nelle democrazie almeno risponde al cittadino? Tanto, i costi saranno i medesimi, visto che alla fine è sempre lo Stato che paga... Finora siamo vissuti credendo che il mercato, per via di una ‘mano invisibile’, sia dotato di etica, un’etica propria. Oggi stiamo vedendo che, se facciamo una sintesi degli ultimi 2000 anni di storia, l’unico ente sovrasociale che veramente ha mostrato finalità etiche (giuste o sbagliate che siano) è lo Stato. Non sarebbe ora di ripensare questi assunti, quello secondo cui il mercato sarebbe intenzionato a produrre ricchezza diffusa (cosa che NON è), e quello dello Stato che affama con le tasse, quando la verità che emerge dalla storia è che le uniche e poche garanzie al cittadino vengono sempre e solo dallo Stato, mentre dal mercato è sempre e solo arrivata una rapina?».

Lo Stato, oggi,non ha la «cultura» per assumersi queste responsabilità verso i cittadini!
Ci vorrebbe un grande saggio,attorniato da persone che vogliano bene al loro paese !

Decenni di «liberismo» ideologico, subito intesi come «ognuno per sè», hanno corrotto fino al midollo i politici e governanti, ne hanno fatto degli insaziabili percettori di tangenti e costosi parassiti dei cittadini-lavoratori. Non vorrei che le banche, Borse e assicurazioni, statalizzate, finissero in mano ai vari Del Turco, Prodi ,Visco ,Veltroni o Berlusca.

Qui, occorre una etica del servizio pubblico, che s’è volatilizzata. Li abbiamo visti all’opera: ladri di fondi pubblici, saccheggiatori di enti previdenziali e sanitari, tassatori punitivi, assuntori di fancazzisti, hanno lasciato abbassare le paghe ed aumentare i prezzi in modo indegno per dei «governanti».

Una volta, in Italia, ricorda Uriel, c’erano i consorzi agrari che accumulavano riserve alimentari, calmierando i rincari; c’era anche, il Comitato interministeriale Prezzi (CIPE), che - quando per decreto lo Stato vietava gli aumenti di salario per non creare inflazione - dal canto suo tentava di scoraggiare i rincari dei prezzi, e in parte ci riusciva.

Non so come la pensiate voi ma stiamo per affrontare tempi veramente duri,un consiglio:anticipate i tempi ,tutti a ritirare i soldi dai conti corrente!

lunedì 7 luglio 2008

1992:Panfilo Britannia e la svendita dell'Italia!


Vi ricordate il 1992?
Cosa esattamente vi ricordate del 1992?
Ve lo dico io.

La classe politica che aveva governato l'Italia per oltre 40 anni crollò per opera della magistratura,un sistema politico basato sulla corruzione e il clientelismo e che niente, le proteste popolari, la collusione con la mafia che di tanto in tanto veniva documentata su alcuni giornali aveva potuto scalfire.
Ecco che improvvisamente il sistema crollò.

Cosa accadde che fece precipitare la situazione?

Mentre i media riportavano gli eventi di Tangentopoli,sviando così l'attenzione dei cittadini italiani,il Governo decideva il futuro del paese;vediamo come.

Gli italiani sperarono che grazie a "Tangentopoli" ci si potesse avviare verso un futuro migliore,invece,in segreto,il governo stava attuando politiche che avrebbero portato alla svendita di numerose aziende italiane compresa la Banca d'Italia.A questa svendita fu dato il nome di privatizzazione!
L'allora ministro degli interni,Vincenzo Scotti,lanciò il 16 marzo del 1992 un allarme a tutti i prefetti temendo una serie di attacchi alla democrazia italiana,si aspettava l'uccisione di politici o la rapina del capo dello stato;quello che avvenne fu molto più nascosto e destabilizzante e purtroppo andò a buon fine.

Nel maggio del 1992 Giovanni Falcone venne ucciso dalla mafia,egli stava indagando sui flussi di denaro sporco,le indagini stavano portando a collegare la mafia ad importanti circuiti finanziari internazionali.Falcone aveva scoperto addirittura che alcuni personaggi di Palermo,ad esempio Giovanni Lo Cascio,erano affiliati a logge massoniche di rito scozzese.La pista delle logge correva parallela a quella dei circuiti finanziari.

Le indagini di Falcone passarono a Borsellino che venne assassinato due mesi più tardi.
Sull'onda di quest' attentato,la mafia proseguì con la strategia del terrore per spaventare il paese e fargli accettare il nuovo corso degli eventi.

Per la cronaca:
il 4 maggio del 1993 esplode un'autobomba in via Fauro a Roma,quartiere Pairoli;
il 27 maggio 1993 un'autobomba esplode in via Georgofili a Firenze,muoiono 5 persone;
tra il 27 e il 28 luglio 1993 un'altra autobomba esplode in via Palestro a Milano,muoiono 5 persone.

In Italia e nemmeno in America la mafia si era spinta a tanto,in genere la mafia non affronta direttamente lo Stato,sa che così perderebbe il bene più prezioso per ogni organizzazione criminale,cioè la complicità attiva o passiva della popolazione entro la quale si muove.

Allora,cosa c'era di tanto importante nelle indagini di Falcone e Borsellino?

Forse che i loro metodi erano poco graditi ai personaggi con cui il governo italiano ebbe a che fare quell'anno?

Forse che avevano toccato gli interessi dei grandi burattinai?

In quel periodo si cercò persino di far apparire Falcone come un complice della mafia,metodo di calunnia tipico dei servizi inglesi e statunitensi.

Cosa c'entrano inglesi e americani?

Quell'anno l'elite anglo-americana non voleva solo impedire una efficace lotta contro la mafia,ma voleva rendere l'Italia un paese completamente soggiogato ad un sistema mafioso e criminale,che avrebbe dominato tramite il potere finanziario.

Siete un poco confusi?

Andando avanti capirete meglio e tutti i tasselli andranno al loro posto.....
Così disse Spadolini:"Il fine della criminalità mafiosa sembra essere identico a quello del terrorismo nella fase più acuta della stagione degli anni di piombo: travolgere lo stato democratico nel nostro paese. L’obiettivo è sempre lo stesso: delegittimare lo Stato, rompere il circuito di fiducia tra cittadini e potere democratico…se poi noi scorgiamo – e ne abbiamo il diritto – qualche collegamento internazionale intorno alla sfida mafia più terrorismo, allora ci domandiamo: ma forse si rinnovano gli scenari di dodici-undici anni fa? Le minacce dei centri di cospirazione affaristico-politica come la P2 sono permanenti nella vita democratica italiana. E c’è un filone piduista che sopravvive, non sappiamo con quanti altri. Mafia e P2 sono congiunte fin dalle origini, fin dalla vicenda Sindona"(Parleremo più avanti dello scandalo Marcinkus-Ior-Vaticano-Sindona-Calvi-Ambrosiano).

Prosegue cosi Tina Anselmi:"Bisogna stare attenti, molto attenti... Ho parlato del vecchio piano di rinascita democratica di Gelli e confermo che leggerlo oggi fa sobbalzare. E’ in piena attuazione... Chi ha grandi mezzi e tanti soldi fa sempre politica e la fa a livello nazionale ed internazionale. Ho parlato in questi giorni con un importante uomo politico italiano che vive nel mondo delle banche. Sa cosa mi ha detto? Che la mafia è stata più veloce degli industriali e che sta già investendo centinaia di miliardi, frutto dei guadagni fatti con la droga, nei paesi dell’est... Stanno già comprando giornali e televisioni private, industrie e alberghi… Quegli investimenti si trasformeranno anche in precise e specifiche azioni politiche che ci riguardano, ci riguardano tutti. Dopo le stragi di Palermo la polizia americana è venuta ad indagare in Sicilia anche per questo, sanno di questi investimenti colossali, fatti regolarmente attraverso le banche"

Iniziano a scomparire le nuvole?

Andiamo oltre e sentite cosa disse l'ex ministro Scotti,anni dopo,a Cirino Pomicino:

"Tutto nacque da una comunicazione riservata fattami dal capo della polizia Parisi che, sulla base di un lavoro di intelligence svolto dal Sisde e supportato da informazioni confidenziali, parlava di riunioni internazionali nelle quali sarebbero state decise azioni destabilizzanti sia con attentati mafiosi sia con indagini giudiziarie nei confronti dei leaders dei partiti di governo".

E qui veniamo al bandolo della matassa!

Infatti una delle riunioni di cui parlava Scotti si svolse il 2 giugno del 1992 sul Panfilo Britannia in navigazione lungo le coste siciliane.Sul Panfilo c'erano alcuni esponenti di prim'ordine del potere anglo-americano:i reali britannici e i grandi banchieri delle banche a cui si rivolgerà il governo italiano durante la fase delle privatizzazioni
(Merrill Lynch,Goldman Sachs,Salomon Brothers).

In quella riunione si decise di acquistare le aziende italiane e la Banca d'Italia, e come far crollare il vecchio sistema politico per insediarne un altro, completamente manovrato dai nuovi padroni. A quella riunione parteciparono anche diversi italiani, come Mario Draghi(attuale governatore di Banca d'Italia), allora direttore delegato del ministero del Tesoro, il dirigente dell'Eni Beniamino Andreatta e il dirigente dell'Iri Riccardo Galli. Gli intrighi decisi sul Britannia avrebbero permesso agli anglo-americani di mettere le mani sul 48% delle aziende italiane, fra le quali c'erano la Buitoni, la Locatelli, la Negroni, la Ferrarelle, la Perugina e la Galbani.

Nel frattempo la stampa martellava su "Mani pulite", facendo intendere che da quell'evento sarebbero derivati grandi cambiamenti.

Nel giugno 1992 si insediò il governo di Giuliano Amato. Si trattava di un personaggio in armonia con gli speculatori che ambivano ad appropriarsi dell'Italia. Infatti, Amato, per iniziare le privatizzazioni, si affrettò a consultare il centro del potere finanziario internazionale: le tre grandi banche di Wall Street, Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers.

Appena salito al potere, Amato trasformò gli Enti statali in Società per Azioni, valendosi del decreto Legge 386/1991, in modo tale che l'élite finanziaria li potesse controllare, e in seguito rilevare.

L'inizio fu concertato dal Fondo Monetario Internazionale, che, come aveva fatto in altri paesi, voleva privatizzare selvaggiamente e svalutare la nostra moneta, per agevolare il dominio economico-finanziario dell'élite. L'incarico di far crollare l'economia italiana venne dato a George Soros, un cittadino americano (Di origine Ebrea)che tramite informazioni ricevute dai Rothschild(Ebrei pure loro), con la complicità di alcune autorità italiane, riuscì a far crollare la nostra moneta e le azioni di molte aziende italiane.

Soros ebbe l'incarico, da parte dei banchieri anglo-americani, di attuare una serie di speculazioni, efficaci grazie alle informazioni che egli riceveva dall'élite finanziaria. Egli fece attacchi speculativi degli hedge funds per far crollare la lira.
A causa di questi attacchi, il 5 novembre del 1993 la lira perse il 30% del suo valore, e anche negli anni successivi subì svalutazioni.

Attraverso il direttore Richard Kats la Banca dei Rothschild mise le mani sull'Eni che venne svenduta,ed ebbe un ruolo di primo piano sulle altre privatizzazioni,compresa quella di Bankitalia.
C'erano stretti legami tra il Quantum Fund di Soros e i Rothschild.

La Rothschild Italia Spa,filiale di Milano della Rothschild & sons di Londra,fu creata nel 1989 sotto la direzione di Richard Katz che guarda caso divenne il direttore del Quantum Fund di Soros nel periodo di attacco e svalutazione della Lira.Soros era stato incaricato dai Rothschild di attuare una serie di speculazioni contro la sterlina, il marco e la lira, per destabilizzare il sistema Monetario Europeo.(SMI) Sempre per conto degli stessi committenti, egli fece diverse speculazioni contro le monete di alcuni paesi asiatici, come l'Indonesia e la Malesia. Dopo la distruzione finanziaria dell'Europa e dell'Asia, Soros venne incaricato di creare una rete per la diffusione degli stupefacenti in Europa.

In seguito i Rothschild cercarono di far cadere la responsabilità per il crollo italiano su qualcun altro,accusando,tramite uno dei loro giornali preferiti,Il Financial Times,la Germania,sostenendo che la Bundesnank aveva attuato operazioni di aggiotaggio contro la lira.
Questa accusa si rivelò subito falsa in quanto dl crollo della lira e dalla successiva svendita delle aziende italiane se ne avvantaggiarono gli anglo-americani,non i tedeschi!

Questa "privatizzazione fu un saccheggio e i giorni nostri non fanno presagire nulla di buono,sembra di essere tornati indietro nel tempo,siamo distratti dalla monnezza di Napoli,dalla legge salvaprocessi,dal solito Berlusconi e chissà cosa stanno tramando....Stavolta ce ne accorgeremo prima però!
Stavolta siamo preparati.

Nel 1996 Raimondi del Movimento di Solidarietà disse:
"Abbiamo avuto anni di privatizzazione, saccheggio dell'economia produttiva e l'esplosione della bolla della finanza derivata. Questa stessa strategia di destabilizzazione riparte oggi, quando l'Europa continentale viene nuovamente attratta, anche se non come promotrice e con prospettive ancora da definire, nel grande progetto di infrastrutture di base del Ponte di Sviluppo Eurasiatico."

Sembra un discorso attuale o mi sbaglio?

La magistratura italiana procedette contro Soros ma il tutto si risolse con un nulla di fatto.
Nell'ottobre del 1995, il presidente del Movimento Internazionale per i Diritti Civili-Solidarietà, Paolo Raimondi, presentò un esposto alla magistratura per aprire un'inchiesta sulle attività speculative di Soros & Co, che avevano colpito la lira. L'attacco speculativo di Soros, gli aveva permesso di impossessarsi di 15.000 miliardi di lire. Per contrastare l'attacco, l'allora governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, bruciò inutilmente 48 miliardi di dollari.
Su Soros indagarono le Procure della Repubblica di Roma e di Napoli, che fecero luce anche sulle attività della Banca d'Italia nel periodo del crollo della lira. Soros venne accusato di aggiotaggio e insider trading, avendo utilizzato informazioni riservate che gli permettevano di speculare con sicurezza e di anticipare movimenti su titoli, cambi e valori delle monete.
Spiegano il Presidente e il segretario generale del "Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà", durante l'esposto contro Soros:

"È stata... annotata nel 1992 l 'esistenza... di un contatto molto stretto e particolare del sig. Soros con Gerald Carrigan, presidente della Federal Reserve Bank di New York, che fa parte dell'apparato della Banca centrale americana, luogo di massima circolazione di informazioni economiche riservate, il quale, stranamente, una volta dimessosi da questo posto, venne poi immediatamente assunto a tempo pieno dalla finanziaria "Goldman Sachs & co." come presidente dei consiglieri internazionali. La Goldman Sachs è uno dei centri della grande speculazione sui derivati e sulle monete a livello mondiale. La Goldman Sachs è anche coinvolta in modo diretto nella politica delle privatizzazioni in Italia. In Italia inoltre, il sig. Soros conta sulla strettissima collaborazione del sig. Isidoro Albertini, ex presidente degli agenti di cambio della Borsa di Milano e attuale presidente della "Albertini e co. SIM" di Milano, una delle ditte guida nel settore speculativo dei derivati. Albertini è membro del consiglio di amministrazione del "Quantum Fund" di Soros".

L'attacco speculativo contro la lira del settembre 1992 era stato preceduto e preparato dal famoso incontro del 2 giugno 1992 sullo yacht "Britannia" della regina Elisabetta II d'Inghilterra, dove i massimi rappresentanti della finanza internazionale, soprattutto britannica, impegnati nella grande speculazione dei derivati, come la S. G. Warburg, la Barings e simili, si incontrarono con la controparte italiana guidata da Mario Draghi, direttore generale del ministero del Tesoro, e dal futuro ministro Beniamino Andreatta, per pianificare la privatizzazione dell'industria di stato italiana.
A seguito dell'attacco speculativo contro la lira e della sua immediata svalutazione del 30%, codesta privatizzazione sarebbe stata fatta a prezzi stracciati, a beneficio della grande finanza internazionale e a discapito degli interessi dello stato italiano e dell'economia nazionale e dell'occupazione.
" Stranamente", gli stessi partecipanti all'incontro del Britannia avevano già ottenuto l'autorizzazione da parte di uomini di governo come Mario Draghi, di studiare e programmare le privatizzazioni stesse. Qui ci si riferisce per esempio alla Warburg, alla Morgan Stanley, solo per fare due tra gli esempi più noti. L'agenzia stampa EIR (Executive Intelligence Review) ha denunciato pubblicamente questa sordida operazione alla fine del 1992 provocando una serie di interpellanze parlamentari e di discussioni politiche che hanno avuto il merito di mettere in discussione l'intero procedimento, alquanto singolare, di privatizzazione."

Adesso citiamo i nomi dei complici italiani:

Barucci Piero:Ministro del Tesoro
Dini Lamberto:Direttore di Bankitalia
Ciampi Carlo Azeglio:Governatore Bankitalia
Amato Giuliano:Capo del Governo
Draghi Mario:Direttore Generale del Tesoro
Prodi Romani:Presidente IRI

Non a caso Romano Prodi è stato lo sponsor ufficiale della laurea honoris causa (sic) elargita dall’Università di Bologna al “mecenate” Soros (tra l’altro condannato all’ergastolo in Malesia per aver replicato la speculazione monetaria anche in quel Paese).
Dini fece addirittura il doppio gioco,denunciando i pericoli e allo stesso tempo appoggiando gli speculatori.
Amato costrinse i Sindaci ad accettare u accordo salariale non conveniente per i lavoratori per la "necessità di rimanere nel Sistema Monetario Europeo",sapendo benissimo che comunque l'Italia ne sarebbe presto uscita a causa delle imminenti speculazioni.

Avvenne così che nei primi anni 90 si susseguirono senza tregue privatizzazioni su privatizzazioni.
Il decreto legislativo 79/99 avrebbe permesso la privatizzazione delle aziende energetiche.
Nel settore del gas e dell'elettricità apparvero numerose aziende private, oggi circa 300.
Dal 24 febbraio del 1998, anche le Poste Italiane diventarono una S.p.a. In seguito alla privatizzazione delle Poste, i costi postali sono aumentati a dismisura e i lavoratori postali vengono assunti con contratti precari. Oltre 400 uffici postali sono stati chiusi, e quelli rimasti aperti appaiono come luoghi di vendita più che di servizio.

A noi giustificarono la svendita delle privatizzazioni dicendo:

a)Si doveva risanare il debito pubblico,non specificando però l'enorme truffa del debito pubblico,celando che si trattava di pagare altro denaro alle banche in cambio di banconote che valevano come carta straccia.
In pratica guadagnarono le Banche e imprenditori già ricchi e che divennero poi famosi per le loro "eccellenti qualità"......(Benetton,Tronchetti Provera,Pirelli,Colaninno,Gnutti ecc..)

B)Si diceva che le privatizzazioni avrebbero migliorato la gestione delle aziende,in realtà si sono poi verificati quei disastri che ben conosciamo...

Le nostre aziende sono state svendute ad imprenditori che quasi sempre agivano per conto dell'élite finanziaria, da cui ricevevano le somme per l'acquisto. La privatizzazione della Telecom avvenne nell'ottobre del 1997. Fu venduta a 11,82 miliardi di euro, ma alla fine si incassarono soltanto 7,5 miliardi. La società fu rilevata da un gruppo di imprenditori e banche., e al Ministero del Tesoro rimase una quota del 3,5%.

Il piano per il controllo di Telecom aveva la regia nascosta della Merril Lynch, del Gruppo Bancario americano Donaldson Lufkin & Jenrette e della Chase Manhattan Bank.(Mancava solo Rockefeller,ed eccoci accontentati!).

Alla fine del 1998, il titolo aveva perso il 20% (4,33 euro). Le banche dell'élite, la Chase Manhattan e la Lehman Brothers, si fecero avanti per attuare un'opa. Attraverso Colaninno, che ricevette finanziamenti dalla Chase Manhattan, l'Olivetti diventò proprietaria di Telecom. L'Olivetti era controllata dalla Bell, una società con sede a Lussemburgo, a sua volta controllata dalla Hopa di Emilio Gnutti e Roberto Colaninno.

Il titolo, che durante l'opa era stato fatto salire a 20 euro, nel giro un anno si dimezzò. Dopo pochi anni finirà sotto i tre euro.
Nel 2001 la Telecom si trovava in gravi difficoltà, le azioni continuavano a scendere. La Bell di Gnutti e la Unipol di Consorte decisero di vendere a Tronchetti Provera buona parte loro quota azionaria in Olivetti. Il presidente di Pirelli, finanziato dalla J. P. Morgan, ottenne il controllo su Telecom, attraverso la finanziaria Olimpia, creata con la famiglia Benetton (sostenuta da Banca Intesa e Unicredit).

Dopo dieci anni dalla privatizzazione della Telecom, il bilancio è disastroso sotto tutti i punti di vista: oltre 20.000 persone sono state licenziate, i titoli azionari hanno fatto perdere molto denaro ai risparmiatori, i costi per gli utenti sono aumentati e la società è in perdita.
Attualmente ci si prepara per un nuovo maxi-licenziamento di altre 20.000 persone.
La privatizzazione, oltre che un saccheggio, veniva ad essere anche un modo per truffare i piccoli azionisti.
La Telecom , come molte altre società, ha posto la sua sede in paesi esteri, per non pagare le tasse allo Stato italiano. Oltre a perdere le aziende, gli italiani sono stati privati anche degli introiti fiscali di quelle aziende. La Bell, società che controllava la Telecom Italia, aveva sede in Lussemburgo, e aveva all'interno società con sede alle isole Cayman, che, com'è noto, sono un paradiso fiscale.
Gli speculatori finanziari basano la loro attività sull'esistenza di questi paradisi fiscali, dove non è possibile ottenere informazioni nemmeno alle autorità giudiziarie. I paradisi fiscali hanno permesso agli speculatori di distruggere le economie di interi paesi, eppure i media non parlano mai di questo gravissimo problema.

Mettere un'azienda importante come quella telefonica in mani private significa anche non tutelare la privacy dei cittadini, che infatti è stata più volte calpestata, com'è emerso negli ultimi anni.(Vogliamo davvero credere ,ad esempio, che solo Moggi parlasse con gli arbitri? Il Tronchetto dell'infelicità(Tronchetti-Provera),guarda caso è nel consiglio di amministrazione dell'Inter,una delle società che hanno avuto i maggiori benefici da Calciopoli;pensiamo che una persona "brava"come Moratti non abbia nulla a che fare con Calciopoli?)


Anche per le altre privatizzazioni, Autostrade, Poste Italiane, Trenitalia ecc., si sono verificate le medesime devastazioni: licenziamenti, truffe a danno dei risparmiatori, degrado del servizio, spreco di denaro pubblico, cattiva amministrazione e problemi di vario genere.

La famiglia Benetton è diventata azionista di maggioranza delle Autostrade. Il contratto di privatizzazione delle Autostrade dava vantaggi soltanto agli acquirenti, facendo rimanere l'onere della manutenzione sulle spalle dei contribuenti.
I Benetton hanno incassato un bel po' di denaro grazie alla fusione di Autostrade con il gruppo spagnolo Abertis. La fusione è avvenuta con la complicità del governo Prodi(Quando si parla di privatizzare lui c'è sempre!), che in seguito ad un vertice con Zapatero, ha deciso di autorizzarla.

Antonio Di Pietro, Ministro delle Infrastrutture, si era opposto, ma ha alla fine si è piegato alle proteste dell'Unione Europea e alla politica del Presidente del Consiglio.(Di Pietro almeno ci prova!)

Nonostante i disastri delle privatizzazioni, le nostre autorità governative non hanno alcuna intenzione di rinazionalizzare le imprese allo sfacelo, anzi, sono disposte ad utilizzare denaro pubblico per riparare ai danni causati dai privati.(Sperpereranno ulteriormente i NOSTRI soldi!)

La società Trenitalia è stata portata sull'orlo del fallimento. In pochi anni il servizio è diventato sempre più scadente, i treni sono sempre più sporchi, il costo dei biglietti continua a salire e risultano numerosi disservizi. A causa dei tagli al personale (ad esempio, non c'è più il secondo conducente), si sono verificati diversi incidenti (anche mortali).
Nel 2006, l 'amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, si è presentato ad una audizione alla commissione Lavori Pubblici del Senato, per battere cassa, confessando un buco di un miliardo e settecento milioni di euro, che avrebbe potuto portare la società al fallimento. Nell'ottobre del 2006, il Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, approvò il piano di ricapitalizzazione proposto da Trenitalia. Altro denaro pubblico ad un'azienda privatizzata ridotta allo sfacelo.

Dietro tutto questo c'era l'élite economico finanziaria (Morgan, Schiff, Harriman, Kahn, Warburg, Rockfeller, Rothschild ecc.) che ha agito preparando un progetto di devastazione dell'economia italiana, e lo ha attuato avvalendosi di politici, di finanzieri e di imprenditori. Nascondersi è facile in un sistema in cui le banche o le società possono assumere il controllo di altre società o banche. Questo significa che è sempre difficile capire veramente chi controlla le società privatizzate. E' simile al gioco delle scatole cinesi, come spiega Giuseppe Turani:
"Colaninno & soci controllano al 51% la Hopa, che controlla il 56,6% della Bell, che controlla il 13,9% della Olivetti, che controlla il 70% della Tecnost, che controlla il 52% della Telecom".
A questo proposito Beppe Grillo sul suo sito ha fatto un lavoro enorme per collegare tra loro tutte le aziene,svelando la vera natura della Borsa Italiana.Bravo Beppe!.

Numerose aziende di imprenditori italiani sono state distrutte dal sistema dei mercati finanziari, ad esempio la Cirio e la Parmalat.I giornali riportarono che queste aziende truffarono i risparmiatori vendendo obbligazioni societarie ("Bond") con un alto margine di rischio. La Parmalat emise Bond per un valore di 7 miliardi di euro, e allo stesso tempo attuò operazioni finanziarie speculative, e si indebitò. Per non far scendere il valore delle azioni (e per venderne altre) truccava i bilanci.Non furono le aziende a truffare i risparmiatori,le aziende ,se mai ,truffarono la banca(il sogno di tutti noi!),furono poi le banche a vendere ai risparmiatori i "Debiti" di tali aziende,ben sapendo che non sarebbero mai stati pagati!!!!
Le Banche hanno letteralmente "rubato"i risparmi dei cittadini,questi non rivedranno mai i loro soldi,questa è la triste verità.

Le banche nazionali e internazionali sostenevano la situazione perché per loro vantaggiosa, e l'agenzia di rating, Standard & Poor's, si è decisa a declassare la Parmalat soltanto quando la truffa era ormai nota a tutti.
I risparmiatori truffati hanno avviato una procedura giudiziaria contro Calisto Tanzi, Fausto Tonna, Coloniale S.p.a. (società della famiglia Tanzi), Citigroup, Inc. (società finanziaria americana), Buconero LLC (società che faceva capo a Citigroup), Zini & Associates (una compagnia finanziaria americana), Deloitte Touche Tohmatsu (organizzazione che forniva consulenza e servizi professionali), Deloitte & Touche SpA (società di revisione contabile), Grant Thornton International (società di consulenza finanziaria) e Grant Thornton S.p.a. (società incaricata della revisione contabile del sottogruppo Parmalat S.p.a.).

La Cirio era gestita dalla Cragnotti & Partners. I "Partners" non erano altro che una serie di banche nazionali e internazionali. La Cirio emise Bond per circa 1.125 milioni di Euro. Molte di queste obbligazioni venivano utilizzate dalle banche per spillare denaro ai piccoli risparmiatori. Tutto questo avveniva in perfetta armonia col sistema finanziario, che non offre garanzie di onestà e di trasparenza.

Grazie alle privatizzazioni, un gruppo ristretto di ricchi italiani ha acquisito somme enormi, e ha permesso all'élite economico-finanziaria anglo-americana di esercitare un pesante controllo, sui cittadini, sulla politica e sul paese intero.

Agli italiani venne dato il contentino di "Mani Pulite", che si risolse con numerose assoluzioni e qualche condanna a pochi anni di carcere.
(Avete visto come funzionano i mezzi di distrazione di massa!)

A causa delle privatizzazioni e del controllo da parte della Banca Centrale Europea(La BCE,per me,è un vero mostro succhiasangue!), il paese è più povero e deve pagare somme molto alte per il debito.
Ogni anno viene varata la finanziaria, allo scopo di pagare le banche e di partecipare al finanziamento delle loro guerre.

Mentre la povertà aumenta, come la disoccupazione, il lavoro precario, il degrado e il potere della mafia.
Il nostro paese è oggi controllato da un gruppo di persone, che impongono, attraverso istituti propagandati come "autorevoli" (Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea), di tagliare la spesa pubblica, di privatizzare quello che ancora rimane e di attuare politiche non convenienti alla popolazione italiana. I nostri governi operano nell'interesse di questa élite, e non in quello del paese.
Sentite il discorso di Mario Draghi.

Parla di "poca istruzione dei giovani",intende forse dire che i giovani si stanno svegliando e non si bevono più le teorie monetarie insegnate a scuola?
Ha ragione,bisogna fare un miglior lavaggio del cervello.
Nel discorso,in questo spezzone non si vede,Draghi ha parlato pure di aumentare la produttività(Lavorate schiavi!),alzare l'età pensionabile,(Se alziamo l'età pensionabile e si muore coi Cancrovalorizzatori,ad esempio, prima,risolviamo il problema delle pensioni!)tagliare la spesa pubblica,(Sempre meno servizi,i soldi li dobbiamo dare escusivamente alle Banche!)e infine un contentino per il popolo,abbassare le tasse(Sa benissimo che non è possibile,però dire questo in TV fa fare bella figura!).
I servi(i politici) del Re(Draghi) se ne stavano ad ascoltare in sacro silenzio e alla fine nessuno che abbia avuto qualche commento negativo!
Travaglio parla del complotto del Britannia come di una cosa inventata,sentiamo cosa dice Cossiga di Draghi i diretta TV al povero Luca Giurato,in evidente imbarazzo!

Allora come la mettiamo!
Inizio ad avere seri dubbi su Travaglio!
Continuiamo a sperare nella buona fede!